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SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi al bivio, rivoluzione "nazionale" o nuova Dc?

berlusconi_misuraR400.jpg (Foto)


Innanzitutto sono convinto che ci sia un discreto blocco di deputati, dalle provenienze più diverse, che potrà rinforzare il governo investendo su questa legislatura. Questo potrebbe comunque permettere al Cavaliere di trattare con Casini senza eccessivi affanni. Sono poi  convinto che lo stesso leader centrista abbia tutto l’interesse nel negoziare, perché ha la seria possibilità di ereditare la leadership del centrodestra. Non escluderei infatti, nonostante la nascita del Terzo Polo, che il leader dell’Udc possa restituire a Fini lo "sgambetto" che l’ex leader di An gli riservò ai tempi del “predellino”… La situazione rimane in ogni caso imprevedibile, anche se ridurrei gli scenari possibili essenzialmente a due.

Quali?

La prima è l'"ipotesi Casini” che abbiamo appena ventilato: una sorta di nuova Democrazia Cristiana o di “transizione morbida”. Soluzione che, dopo un periodo di forte contrasto bipolare, non può entusiasmare, ma allo stesso tempo non può spaventare nessuno. L’alternativa a tutto questo è invece il rilancio della rivoluzione berlusconiana, non più in senso “liberale”, ma “nazionale”.

Anche lei pensa che la “rivoluzione liberale” del ’94 sia definitivamente fallita?


Bisogna dire che, nel modo in cui era stata immaginata, era impraticabile fin dal principio: il partito liberale di massa si è rivelato un’utopia e di quella rivoluzione attendiamo ancora alcune conquiste fondamentali, come la riduzione dei vincoli dello Stato e della pressione fiscale. Nel frattempo la sfida principale è diventata quella di ridisegnare lo stato sociale. È inevitabile che la rivoluzione liberale sia ormai vecchia, d’altronde ne parlava Gobetti negli anni Venti…

E cosa intende per “rivoluzione nazionale”?


COMMENTI
21/12/2010 - PPE,ovvero DC Europea (attilio sangiani)

Da decenni la terminologia usata da politici e giornalisti è fuorviante e consunta. Ormai tutti si dicono "liberali" nel senso di "democratici". Ma quando si passa agli altri aspetti della ideologia,si incontrano gravi equivoci. Altro era il "liberalismo" di Benedetto Croce,ambiguo derivato dall'Idealismo tedesco,che ha alimentato i totalitarismi del secolo scorso. Altro il liberalismo di Toqueville ed anche di Luigi Einaudi. Stessa sorte ha avuto la parola "socialismo". In Italia la c.d."sinistra" è in pieno marasma culturale. Gli stessi ( o i loro figli o discepoli )che,nel '69 ,hanno messo a ferro e fuoco le piazze italiane ( si pensi a Valle Giulia ed alle severe parole di Pasolini ) esaltati dall'egualitarismo fanatico e assoluto,con il 6 o il 10 o il 27 politici,ora si esaltano con la "meritocrazia" . Gli "studenti " ( ? ) che oggi agitano le piazze non sanno nulla del passato anche recente e,men che meno,hanno letto e compreso il senso della riforma universitaria. Così si offrono come "carne da cannone" ( si diceva una volta) agli astuti e decrepiti demagoghi del radicalismo settario,chiusi nella loro casta universitaria. Ciò premesso,rimane aperta al PdL la via tracciata da Luigi Sturzo,che pone a base la "sussidiarietà" della società a favore della "persona",non dell'individuo e,ancor meno,della "massa". Meglio parlare di "popolarismo",piuttosto che di D.C. dei decenni passati,che aveva dimenticato Luigi Sturzo,deviando a sinistra statalista.

 
21/12/2010 - rivoluzione nazionale (roberto fantechi)

e bravo veneziani! dall'uomo che ha fallito su tutti i fronti della rivoluzione libearale e che della cultura non sa che farsene, dobbiamo aspettarci...cosa? a 74 anni la rivoluzione che può regalarci è quella di farsi da parte e, se avesse veramente a cuore le sorti del centrodestra, sono d'accordo con veneziani, che nomini qualcuno che lo possa pilotare verso qualcosa di moderno...ma penso che questo esuli dalle sue facoltà intellettive, lui sa vendere e basta, il fare ed il pensare gli sono sconosciuti.......saluti