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Politica

SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi al bivio, rivoluzione "nazionale" o nuova Dc?

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Una rivoluzione comunitaria che porti a una democrazia responsabile. È proprio l’idea di responsabilità il passo in avanti rispetto alla rivoluzione fallita. Serve meno statalismo e più comunità, serve una rivoluzione del merito che rilanci l’Italia come superpotenza mondiale della cultura e delle arti…

Su quest’ultimo tema l’attuale governo è oggetto di numerose critiche. Le ritiene ingiuste o ci troviamo davanti a un’antica malattia della destra?

È un problema storico già dai tempi della nascita del "Polo della Libertà". Se si continua a sottovalutare la cultura, se la si considera un inutile orpello degno di un ministero di Serie b da affidare a personaggi di minore levatura si presta il fianco, come è ovvio, alla critiche. Nell’altro versante c’è comunque poco da stare allegri: la sinistra non ha a cuore la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, ma è soltanto impegnata a garantire il potere culturale di una vera e propria "casta"...

In estrema sintesi, la rivoluzione di cui lei parla riguarda in primo luogo il centrodestra più che il Paese?

È innegabile che le sfide di cui abbiamo parlato siano complicate e difficili e che le possibilità di riuscita non siano altissime. Di certo, tutti quelli che in questi mesi ci hanno spiegato che il Presidente del Consiglio era sul viale del tramonto sono stati costretti ad ammettere che anche questa volta ha vinto la sua battaglia e tutti sanno, d’altra parte, che se si andasse a votare domani nessuno potrebbe batterlo. Detto questo, tocca soltanto a Berlusconi decidere se dopo di sé vuole lasciare le macerie o un’impronta indelebile nell’interesse del Paese…

(Carlo Melato)

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COMMENTI
21/12/2010 - PPE,ovvero DC Europea (attilio sangiani)

Da decenni la terminologia usata da politici e giornalisti è fuorviante e consunta. Ormai tutti si dicono "liberali" nel senso di "democratici". Ma quando si passa agli altri aspetti della ideologia,si incontrano gravi equivoci. Altro era il "liberalismo" di Benedetto Croce,ambiguo derivato dall'Idealismo tedesco,che ha alimentato i totalitarismi del secolo scorso. Altro il liberalismo di Toqueville ed anche di Luigi Einaudi. Stessa sorte ha avuto la parola "socialismo". In Italia la c.d."sinistra" è in pieno marasma culturale. Gli stessi ( o i loro figli o discepoli )che,nel '69 ,hanno messo a ferro e fuoco le piazze italiane ( si pensi a Valle Giulia ed alle severe parole di Pasolini ) esaltati dall'egualitarismo fanatico e assoluto,con il 6 o il 10 o il 27 politici,ora si esaltano con la "meritocrazia" . Gli "studenti " ( ? ) che oggi agitano le piazze non sanno nulla del passato anche recente e,men che meno,hanno letto e compreso il senso della riforma universitaria. Così si offrono come "carne da cannone" ( si diceva una volta) agli astuti e decrepiti demagoghi del radicalismo settario,chiusi nella loro casta universitaria. Ciò premesso,rimane aperta al PdL la via tracciata da Luigi Sturzo,che pone a base la "sussidiarietà" della società a favore della "persona",non dell'individuo e,ancor meno,della "massa". Meglio parlare di "popolarismo",piuttosto che di D.C. dei decenni passati,che aveva dimenticato Luigi Sturzo,deviando a sinistra statalista.

 
21/12/2010 - rivoluzione nazionale (roberto fantechi)

e bravo veneziani! dall'uomo che ha fallito su tutti i fronti della rivoluzione libearale e che della cultura non sa che farsene, dobbiamo aspettarci...cosa? a 74 anni la rivoluzione che può regalarci è quella di farsi da parte e, se avesse veramente a cuore le sorti del centrodestra, sono d'accordo con veneziani, che nomini qualcuno che lo possa pilotare verso qualcosa di moderno...ma penso che questo esuli dalle sue facoltà intellettive, lui sa vendere e basta, il fare ed il pensare gli sono sconosciuti.......saluti