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Politica

SCENARIO/ Rotondi (Pdl): nuova alleanza con Casini, anche la Lega ci sta

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Lui propone un “Partito della nazione” che in fondo è una cosa abbastanza simile all'intuizione originaria di Forza Italia, ma non credo che tutto questo possa esaurirsi in questa Legislatura.
Il dialogo con l’Udc però è ripreso da tempo e questo è importante. Personalmente sarei più favorevole a tornare al voto assieme a Casini in una nuova alleanza e su questo punto anche la Lega sta aprendo degli spiragli.

 

 

Anche se è sopravvissuto alla scissione finiana il Pdl ha il dovere di aprire un nuovo corso secondo lei?

 

Guardi, se il Pdl lo avessimo gestito io e Giovanardi probabilmente a questo punto Fini sarebbe ancora con noi, il governo sarebbe durato cinque anni e dopo quel periodo l'usciere, quello più antico ed elegante di Palazzo Chigi, alla fine del 2013 avrebbe detto: “Presidente scusi, c'è una macchina qui sotto, mi dicono che dovrebbe andare al Quirinale”. E non a fare un altro governo, ma ad accomodarsi lì, perché sarebbe stato un percorso normale.

 

 

E per quale motivo non è andata così?

 

Perché questo è un partito strano. Io sono cresciuto nella Dc, dove si diceva: o chiudiamo le correnti o il partito muore. Nessuno ha chiuso nulla, le correnti sono rimaste vive e il partito è morto. Bisogna stare attenti perché stiamo ripetendo lo stesso errore: a forza di dire che non ci debbono essere le correnti, ognuno si fa la sua e il rischio che il partito abbia delle difficoltà è altissimo.

 

 

Il progetto andrà aggiornato o si può promettere ancora una volta agli italiani la “rivoluzione liberale”?

 

Le rispondo così, i valori del Pdl sono gli stessi della Dc. Berlusconi, come Alcide De Gasperi, ha unito l'Italia e il popolo moderato. Non a caso a piazza San Giovanni, disse le sue stesse parole: «questa piazza non sta qui per noi, ma per le idee che rappresentiamo». Lo so che molti si arrabbiano quando io accosto Berlusconi a De Gasperi, ma gli storici saranno più generosi dei cronisti, sulla presenza di Berlusconi nella politica italiana.

 

 

Berlusconi deve porsi il problema della successione della leadership o di “delfini” non se ne vedono?


COMMENTI
24/12/2010 - Il vero leader deve saper valorizzare (PAOLA CORRADI)

Per esperienza posso dire che è solo il leader che può "cedere" la "leadership" o almeno condividerla. Quelle che abbiamo visto sono solo prove di forza, estremamente faticose e prive di reale efficacia. L'intelligenza di un vero leader è quella di saper armonizzare o meglio valorizzare le forze disponibili.