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STEFANIA PRESTIGIACOMO/ Lascio il Pdl, ma rimango ministro dell’Ambiente

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L'articolo 5 della proposta, in particolare, prevedeva, in via transitoria, che le imprese costituite da disoccupati e cassintegrati fossero esonerate dagli obblighi previsti in materia di comunicazione e catasto dei rifiuti, di registro di carico e scarico dei rifiuti e di iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali. La proposta di sospensione è stata bocciata per tre voti, mentre dai banchi del Pdl alcuni deputati urlavano: "dimissioni, dimissioni".

 

«Il rinvio doveva essere l'unica cosa saggia da fare per approfondire il tutto e verificarlo. Prendo atto che il capogruppo non ha voluto questo, ha voluto esporre il governo a questo tipo di votazione», ha argomentato, in proposito, il ministro dell’Ambiente. Un episodio che, come in molti sostengono, non è che la punta di un iceberg. Da tempo, infatti, il ministro mostra una certa insofferenza nei confronti del proprio partito. Insofferenza ampiamente ricambiata, come mostra la bocciatura del suo capo gabinetto a membro dell’Agenzia per la sicurezza nucleare da parte della Commissione Ambiente di Camera e Senato, bocciatura resa possibile dai voti della sua stessa maggioranza.

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