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SCENARIO/ Berlusconi, quell'ultimatum di Bossi che sa tanto di regalo...

È un grande muro di gomma quello alzato dal Cavaliere nella consueta conferenza stampa di fine anno. Cosa si nasconde dietro l'ottimismo di ieri? L'analisi di MARCO ALFIERI

BerlusconiR375_26gen09.jpg (Foto)

Tutto bene, madama la marchesa…

È un grande muro di gomma quello alzato dal Cavaliere nella consueta conferenza stampa di fine anno. Un lungo zibaldone in cui il premier ha messo sul tavolo il riassunto dell’anno che si chiude (dalle riforme alla “monnezza” al nuovo nome del partito) e i desideri per quello entrante. Mostrando un ottimismo e una sicumera sospetta anche per un venditore indefesso.

Silvio Berlusconi ha spaziato sull’universo mondo. Ha rispolverato la specialità della casa, l’offensiva contro i magistrati, accusati di cospirazione “eversiva”, annunciando una commissione d’inchiesta. Un ceffone preventivo in vista del pronunciamento della Consulta sul legittimo impedimento, in calendario l’11 gennaio, che potrebbe sfasciare qualsiasi road map del premier.

Ha ri-attaccato Fini (“senza di lui si governa meglio”). Ha minimizzato lo scandalo Prestigiacomo (“il caso è chiuso”). Ha chiuso la porta a manovre correttive in primavera. È tornato sulle parole di sua figlia Barbara, dicendo che “sono influenzate dalla madre”. E soprattutto ha continuato l’adescamento verso il Terzo polo, cioè Casini (“ci vuole un tavolo”). Pigliandosi a stretto giro l’ennesima rampogna della Lega, dopo la mosconata di ieri (la richiesta al Parlamento di discutere le dimissioni di Fini proprio mentre è in corso il forcing berlusconiano per staccare pezzi di Fli) che già lo aveva mandato su tutte le furie. «Sarebbe un errore, meglio il voto», ha raddoppiato ieri Roberto Maroni.