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SCENARIO/ Berlusconi, quell'ultimatum di Bossi che sa tanto di regalo...

Pubblicazione:venerdì 24 dicembre 2010

BerlusconiR375_26gen09.jpg (Foto)


In realtà dietro il monologo la situazione si sta via via definendo. Il Cavaliere ha suppergiù un mese di tempo per dimostrare al Carroccio di poter proseguire la legislatura con un margine di sicurezza. Dodici-quindici deputati alla Camera sopra quota 316. Per Casini le porte restano aperte ma è difficile che il leader centrista, nonostante il pressing del Vaticano che spinge per il riabbraccio, possa rientrare nei ranghi senza un segno di discontinuità.

Più probabile un appoggio esterno su singoli provvedimenti, una sorta di neo desistenza programmatica, oppure il reintegro nella maggioranza di qualche scheggia futurista. Già, ma basterà per convincere il Senatur? Difficile dirlo. Già così la Lega scalcia, chiede garanzie al premier, pizzica Fini, non si fida di quel “democristo” di Casini che punterebbe a logorare l’esecutivo, trasformando Berlusconi in un novello Prodi.

Nelle mosse del Carroccio c’è ovviamente un grumo di strumentalità: ingigantire il problema per far pesare la propria golden share e chiudere senza scherzi i decreti attuativi del federalismo. Ma alla lunga non può davvero continuare a traccheggiare. Più del tempo che scorre, in via Bellerio temono le astuzie casiniane, la palude, l’inagibilità politica.

Dunque se a fine gennaio non ci sarà un allargamento per le riforme, Berlusconi (e Napolitano) dovrà farsene una ragione. Tanto più che un voto anticipato causerebbe un ulteriore travaso di consensi dal Pdl alla Lega. Insomma è questa la tenaglia che il Cavaliere proverà a rompere nei prossimi giorni.


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