BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Del Debbio: Berlusconi, stretto tra Fi e Pdl, cerca un partito e un nome

PAOLO DEL DEBBIO introduce ai lettori de IlSussidiario.net il problema non scontato del nuovo nome del partito di maggioranza

Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa di fine anno, ha ribadito di avere in testa un nuovo nome per il partito da lui guidato: non sarà di nuovo Forza Italia come alcuno ipotizzava,  ma sarà composto da una sola parola. Perché cambiare nome? È così fondamentale? Si tratta di una priorità? A mio avviso sì ed è anche urgente, ma a certe condizioni.

Vediamo intanto perché è urgente occuparsi del nome del partito più grande del centrodestra. Poi vedremo le condizioni.

Il perché lo ha efficacemente accennato Berlusconi: c’è stato un inquinamento. Fini, uno dei due cofondatori se n’è andato, non per qualche dissidio marginale, ma per divenire oppositore del governo presieduto dal cofondatore del partito stesso. Cos’è ora il Pdl, e quindi il suo nome?

Se, come si dice, occorre chiamare le cose con il loro nome, si può continuare a chiamare Pdl ciò che Pdl non è più? Non è solo una questione filosofico-linguistico, che pure avrebbe le sue ragioni, ma anche una questione squisitamente politica e legata al livello, al grado, di rappresentatività del partito.

La sensazione di stanchezza che gli stessi militanti o semplicemente elettori di centrodestra sentono nei confronti del Pdl è data proprio da un invecchiamento precoce di quel “marchio” politico. Non risponde più allo slancio che un simbolo dovrebbe avere a poco tempo dalla sua fondazione. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato.