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FEDERALISMO/ Antonini: il Pd sbaglia, vi spiego perchè non penalizziamo le città

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Siccome si tratta delle risorse dei cittadini, che pagano imposte a Stato e Comuni, “forse” questa è la domanda opportuna e fondamentale. Questa domanda però nessuno, tra quei commentatori scandalizzati che hanno riportato i dati di Stradiotto, se l’è fatta. Se questa domanda avesse, invece, avuto spazio, ci si sarebbe resi conto che la nuova normativa prevede un fondo perequativo. Questo fondo garantirà, in ogni caso e comunque, a tutti i Comuni italiani - ricchi o poveri che siano, con tanto o poco gettito derivante dalla nuova imposta municipale - le risorse necessarie per garantire i fabbisogni standard relativi alle loro funzioni essenziali.

 

In altre parole, ci si è dimenticati di precisare che il meccanismo che determina il passaggio dal vecchio al nuovo, ovvero dalla finanza derivata all’autonomia attraverso l’operazione colossale di fiscalizzare dodici miliardi di euro di trasferimenti statali, introduce un meccanismo di perequazione, cioè di redistribuzione delle risorse per cui a ogni Comune saranno garantiti, a prescindere dai gettiti che riscuoterà con la nuova imposta, tutte le risorse necessarie per garantire lo standard di costo medio efficiente di un servizio.

 

Se per il servizio dei rifiuti si impiegano trenta volte le risorse standard, e magari la città comunque annega nei rifiuti, forse ci sarà qualcosa da rivedere, è vero. Ma questa è solidarietà: garantire a tutti le risorse per i servizi; garantire quelle per gli sprechi, per favore, non chiamiamola solidarietà. Se un Comune spreca bisogna chiamare le cose con il loro nome: in questo caso, con il nuovo meccanismo fiscale, il fondo perequativo e i fabbisogni standard sarà necessario un percorso di rientro dalla spesa inefficiente, da effettuare in un tempo ragionevole. Tutt’altra cosa quindi da quanto invece si è detto, parlando solo e banalmente di Comuni penalizzati e altri premiati dalla nuova imposta.

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COMMENTI
30/12/2010 - costi standard (attilio sangiani)

sono proprio i "costi standard" che terrorizzano il ceto politico-amministrativo-clientelare di molti enti locali,a cominciare dalle Regioni. Il Corsera,tre giorni orsono,ha pubblicato una tabella in cui si sostiene che i dipendenti della regione Sicilia costano mediamente dieci (10) volte quelli del Veneto,ad esempio. Credo che lo "scisma" dal PdL di G.Fini e l'opposizione "viscerale" di P.F.Casini al federalismo abbiano la stessa motivazione: il loro elettorato è di gran lunga residente nelle Regioni "mafiose" (pensate al calabrese Bocchino!). Purtroppo i voti raccolti dalle mafie hanno lo stesso peso.... Questo è un limite invalicabile della democrazia che,come disse Churcill,è il regime peggiore,se si escludono gli altri...

 
28/12/2010 - Federalismo? No, grazie! (Lorenzo ROMANO)

. Ancora una volta i mali si curano con medicine sbagliate! Se esistono amministratori che non sanno amministrare, cacciamoli. Così ad esempio i 720.000 euro (da risarcire alla C. E.!!!) spesi per festeggiare Elton John nonostante "a munnezza", dovrebbero essere restituiti da chi ha fatto questo inopportuno investimento, ecc. Se la LN pensa che il Federalismo risolva l'incapacità degli eletti, be’ c'è da vedere..., naturalmente tutti i guai che verrano saranno addebitati al Federalismo, nuovio schermo realistico per gli incapaci! Piuttosto, perché non varare una Legge che valuti la capacità degli eletti ad occupare determinati posti di responsabilità, invece - come di solito - di trovarci ignoranti e/o esperti in specifiche cose autorizzati al progetto di Leggi destinate a scopi che richiedono ben altre esperienze? . Purtroppo, il guaio grosse della democrazia repubblicana è che utilizza formule che ora non funzionano più! *** rolo7@tiscali.it

 
28/12/2010 - federalismo? (giacomo andolina)

Fondo perequativo...fabbisogni standard che(forse) arriveranno nel 2016(a proposito...a quando quelli per i Ministeri e i parlamentari?)!! Mi sa tanto che c'è lo zampino di Tomasi di Lamopedusa..tutto cambia per non cambiare niente!!