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FINE VITA/ Binetti (Udc): subito la legge, la Lega non segua Obama

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Nel concetto di testamento la morte ha un impatto fortissimo che determina l’attualizzarsi di una volontà che si è espressa in precedenza e diventa irreversibile proprio nel momento della morte. Viceversa nel disegno di legge in questione l’attenzione è tutta concentrata non solo e non tanto sulla fase finale della vita, quanto sul lungo itinerario che una persona può trovarsi a percorrere dal momento in cui entra in uno stato cosiddetto vegetativo e il termine della sua vita. Sappiamo che è un tempo che può andare da pochi anni fino ai 17 anni di Eluana Englaro e oltre. Un periodo di tempo in cui le persone potrebbero anche trovarsi in uno stato di minima coscienza di cui ignoriamo fino in fondo la portata e che più che essere considerate delle malate vanno considerate come gravi o gravissimi disabili. 

Il dibattito sulle DAT in questi giorni si è riacceso anche perché sono giunte dall’America notizie inquietanti sulle scelte fatte dal Presidente Obama, proprio in merito al fine vita, una scelta provocatoria che arriva nel giorno di Natale... Non si capisce bene se per farne uno strano dono agli americani anziani, malati, oppure alle Assicurazioni che dovrebbero prendersi cura di loro. Una decisione ambigua e preoccupante che speriamo produca in Italia una decisa inversione di tendenza…

Quello che è accaduto negli USA sembra una semplice modifica nel regolamento del Medicare, il programma federale di assicurazioni che copre gli over 65, eppure da oggi in America si potrà morire chiedendo semplicemente di sospendere le cure, tutte, non solo quelle salvavita, ma anche quel famoso sostegno di base che assicura per tutti noi un filo diretto con la vita, e che proprio per questo cura non è.

L’equivoco si gioca ancora una volta sul rapporto tra le cure, che il paziente può rifiutare nel momento in cui le sue decisioni sono attuali e consapevoli, e le modalità più o meno sofisticate con cui gli viene assicurata la necessaria nutrizione e l’indispensabile idratazione. L’equivoco si basa sulla semplificazione per cui si attribuisce valenza terapeutica alle tecnologie con cui si garantisce al malato il livello nutrizionale di base. 



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COMMENTI
02/01/2011 - la matematica non è una opinione (attilio sangiani)

se si tiene conto degli assenti del PdL,del gruppo UDC e altri,dei dissenzienti,del Presidente che non vota,dei leghisti assenti,ecc. risulta che quelli presenti hanno votato tutti a favore della legge. Inoltre mi pare improprio fondarsi su un "processo alla intenzioni". Tuttavia è certo che alla Lega Nord interessa che entri in vigore il federalismo,per ragioni che gran parte degli elettori condividono,trovandosi contro proprio coloro che vorrebbero perpetuare le cause della indignazione...

 
30/12/2010 - Disinformazione? Può essere, ma… (Giuseppe Crippa)

Per rimediare alla mia disinformazione sono andato a rileggermi gli atti parlamentari relativi alla seduta 183 del 26 marzo 2009, nella quale il Senato ha approvato il ddl Calabrò sulla D.A.T. Tutti i gruppi, e qualche senatore a titolo personale, hanno espresso la loro dichiarazione di voto, con l’eccezione della Lega Nord Padania. Mi chiedo se non avesse niente da dire, se la cosa non interessasse o se fosse presente… Infatti hanno votato a favore del ddl 150 senatori, dei gruppi del PdL (allora 144 componenti) e dell’UdC - che al Senato fa gruppo insieme con Union Valdotaine, SVP ed altri - (15 componenti). Questi due gruppi disponevano di 159 voti, ed infatti a questi voti vanno sottratti quelli di alcuni senatori PdL con opinione difforme che hanno espresso la loro posizione in sede di dichiarazione di voto). Dov’è il voto compatto e decisivo del gruppo della Lega Nord (26 componenti)? Non penso comunque che la Lega voglia intralciare il voto di questa legge alla Camera, ma più semplicemente che non gliene importi niente.

 
30/12/2010 - la indignazione popolare ha creato la Lega Nord (attilio sangiani)

Spero che la Binetti,che stimo molto in quanto co-presidente di" Scienza e Vita",sappia come si è ingrossata la Lega: l'elettorato delle Regioni e Province "bianche",che erano il serbatoio della DC,dal 1945,si è indignato per gli sprechi,il clientelismo,le mafie,le caste di ogni tipo che hanno condotto l'Italia quasi al fallimento. Si pensi al debito pubblico accumulato in un decennio ( anni '80 ) per consentire al PSI di superare il PCI ( prima della caduta del MURO..) ed a Craxi di realizzare il sogno di un Governo di sinistra,da lui dominato e sopportato dal Patto Atlantico. " Mani Pulite",poi,ha spazzato via i partiti del CAF,per consegnare il potere ai comunisti,proprio quando il comunismo si squagliava all'EST. Tentativo disperato ed estremo,di cui oggi paghiamo il costo. Ciò premesso,necessariamente,non vedo come la Lega Nord potrebbe intralciare la legge sul "fine vita",già approvata al Senato,con i voti compatti della Lega e,ripensamenti,di G.Fini. Non comprendo,quindi,il commento che ha preceduto il mio.Lo imputo a disinformazione... Penso che la on.Binetti potrebbe lavorare nel suo attuale partito per mandare a casa il segretario Cesa,a mio parere indegno di rappresentare un partito che,statutariamemte,si dice "di ispirazione cristiana". Mi riferisco,particolarmente,al caso on.Mele... Dopodiche voterò anche io per la UDC

 
30/12/2010 - Non si fidi della Lega, on. Binetti! (Giuseppe Crippa)

Mi permetto di offrire un consiglio all’on. Binetti, che ringrazio per l’esauriente articolo sulla legge sulle D.A.T. in elaborazione in Parlamento: non si fidi assolutamente di eventuali offerte della Lega finalizzate ad ottenere corsie preferenziali per l’approvazione dei decreti delegati relativi al federalismo. La Lega concepisce tutti i partiti come nemici – anche l’alleanza col PdL, che è personalistica (Berlusconi > Tremonti > Bossi) e non certo ideale - e prova una particolare avversione verso i partiti, come il suo, con radici antecedenti la cosiddetta Seconda Repubblica e con una matrice democristiana. Questa avversione, che arriva a punte di esplicito disprezzo, è da anni scientificamente coltivata dai dirigenti leghisti verso la loro base. Non è il caso di dare loro un’ennesima occasione di mostrarla. Questa legge, ma anche il Federalismo, sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani della sola Lega.