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FINE VITA/ Binetti (Udc): subito la legge, la Lega non segua Obama

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Il malato potrà rifiutare nutrizione e idratazione, e qualcuno gli spiegherà come e perché questo è un suo pieno diritto, senza tener conto che nessuno potrebbe sopravvivere a lungo senza cibo e senza acqua. È inevitabile chiedersi se chi sarà incaricato di illustrare al malato - probabilmente in una fase della sua vita in cui è perfettamente sano - il nuovo modello di testamento biologico americano, gli dirà anche che nessuno può vivere senza l’uno e senza l’altra.

Non sappiamo se gli spiegherà anche come si muore per disatrazione, se gli descriverà la sofferenza delle mucose inaridite, il rischio altissimo delle piaghe da decubito… Perché l’inganno potrebbe essere anche solo nella parzialità dell’informazione: un'informazione che si ferma all’atto della decisione, rappresentandola come un gesto di libertà, e non parla affatto delle conseguenze di quella decisione. O magari parla di morte, ma non di come si muore, parla di fine dei disagi, ma non dell’impennata che questi disagi possono avere proprio prima della morte, che arriverà rapidamente, ma non così rapidamente da non creare ulteriori sofferenze a lui e alla sua famiglia.

Strano giorno per questo annuncio di morte, nel giorno in cui tutti i cristiani hanno ricordato la Vita per eccellenza, Dio che sceglie di nascere come uomo tra gli uomini, per portare loro gioia e serenità. Eppure è stato scelto proprio il giorno di Natale, quando tutte le famiglie sono unite per festeggiare la nascita del Signore, magari nel tipico clima familiare che lega la festa ad una tavola imbandita con maggiore abbondanza e ricercatezza. In questo giorno, che per i cristiani segue alla Notte Santa, qualcuno parla di morte e di morte per sospensione di nutrizione e idratazione...

Uno strano Natale che ha senso solo per chi non crede, non crede nel Dio che si fa uomo, ma non crede neppure nella possibilità dell’uomo di farsi incontro a Dio. In Italia la reazione è stata abbastanza debole: il Corriere ne ha dato notizia, anticipando come spesso fa gli altri giornali. Avvenire ha raccolto le reazioni di un gruppo di parlamentari bipartisan, di quelli che da sempre si riconoscono nella comune appartenenza alla fede cattolica, ma poi un nuovo torpore si è steso sull’opinione pubblica, in attesa di una nuova provocazione che cerchi di scardinare ancora una volta il comune sentire dei fedeli.


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COMMENTI
02/01/2011 - la matematica non è una opinione (attilio sangiani)

se si tiene conto degli assenti del PdL,del gruppo UDC e altri,dei dissenzienti,del Presidente che non vota,dei leghisti assenti,ecc. risulta che quelli presenti hanno votato tutti a favore della legge. Inoltre mi pare improprio fondarsi su un "processo alla intenzioni". Tuttavia è certo che alla Lega Nord interessa che entri in vigore il federalismo,per ragioni che gran parte degli elettori condividono,trovandosi contro proprio coloro che vorrebbero perpetuare le cause della indignazione...

 
30/12/2010 - Disinformazione? Può essere, ma… (Giuseppe Crippa)

Per rimediare alla mia disinformazione sono andato a rileggermi gli atti parlamentari relativi alla seduta 183 del 26 marzo 2009, nella quale il Senato ha approvato il ddl Calabrò sulla D.A.T. Tutti i gruppi, e qualche senatore a titolo personale, hanno espresso la loro dichiarazione di voto, con l’eccezione della Lega Nord Padania. Mi chiedo se non avesse niente da dire, se la cosa non interessasse o se fosse presente… Infatti hanno votato a favore del ddl 150 senatori, dei gruppi del PdL (allora 144 componenti) e dell’UdC - che al Senato fa gruppo insieme con Union Valdotaine, SVP ed altri - (15 componenti). Questi due gruppi disponevano di 159 voti, ed infatti a questi voti vanno sottratti quelli di alcuni senatori PdL con opinione difforme che hanno espresso la loro posizione in sede di dichiarazione di voto). Dov’è il voto compatto e decisivo del gruppo della Lega Nord (26 componenti)? Non penso comunque che la Lega voglia intralciare il voto di questa legge alla Camera, ma più semplicemente che non gliene importi niente.

 
30/12/2010 - la indignazione popolare ha creato la Lega Nord (attilio sangiani)

Spero che la Binetti,che stimo molto in quanto co-presidente di" Scienza e Vita",sappia come si è ingrossata la Lega: l'elettorato delle Regioni e Province "bianche",che erano il serbatoio della DC,dal 1945,si è indignato per gli sprechi,il clientelismo,le mafie,le caste di ogni tipo che hanno condotto l'Italia quasi al fallimento. Si pensi al debito pubblico accumulato in un decennio ( anni '80 ) per consentire al PSI di superare il PCI ( prima della caduta del MURO..) ed a Craxi di realizzare il sogno di un Governo di sinistra,da lui dominato e sopportato dal Patto Atlantico. " Mani Pulite",poi,ha spazzato via i partiti del CAF,per consegnare il potere ai comunisti,proprio quando il comunismo si squagliava all'EST. Tentativo disperato ed estremo,di cui oggi paghiamo il costo. Ciò premesso,necessariamente,non vedo come la Lega Nord potrebbe intralciare la legge sul "fine vita",già approvata al Senato,con i voti compatti della Lega e,ripensamenti,di G.Fini. Non comprendo,quindi,il commento che ha preceduto il mio.Lo imputo a disinformazione... Penso che la on.Binetti potrebbe lavorare nel suo attuale partito per mandare a casa il segretario Cesa,a mio parere indegno di rappresentare un partito che,statutariamemte,si dice "di ispirazione cristiana". Mi riferisco,particolarmente,al caso on.Mele... Dopodiche voterò anche io per la UDC

 
30/12/2010 - Non si fidi della Lega, on. Binetti! (Giuseppe Crippa)

Mi permetto di offrire un consiglio all’on. Binetti, che ringrazio per l’esauriente articolo sulla legge sulle D.A.T. in elaborazione in Parlamento: non si fidi assolutamente di eventuali offerte della Lega finalizzate ad ottenere corsie preferenziali per l’approvazione dei decreti delegati relativi al federalismo. La Lega concepisce tutti i partiti come nemici – anche l’alleanza col PdL, che è personalistica (Berlusconi > Tremonti > Bossi) e non certo ideale - e prova una particolare avversione verso i partiti, come il suo, con radici antecedenti la cosiddetta Seconda Repubblica e con una matrice democristiana. Questa avversione, che arriva a punte di esplicito disprezzo, è da anni scientificamente coltivata dai dirigenti leghisti verso la loro base. Non è il caso di dare loro un’ennesima occasione di mostrarla. Questa legge, ma anche il Federalismo, sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani della sola Lega.