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FINE VITA/ Binetti (Udc): subito la legge, la Lega non segua Obama

Pubblicazione:giovedì 30 dicembre 2010

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Ci ha provato la trasmissione di Fazio e Saviano, con un ostentato disprezzo verso il diritto a esprimersi di quanti nonostante tutto amano la vita e vogliono continuare a vivere. Ci hanno ripetutamente provato i radicali, che hanno mandato in onda il loro spot sull’eutanasia, in barba a qualsiasi indicazione del nostro codice penale che punisce sia l’istigazione al suicidio che l’omicidio del consenziente. Ci hanno provato appellandosi alla libertà: libertà di informazione, libertà di occupare spazi televisivi in autogestione, libertà di esercitare come sempre il loro diritto alla disobbedienza civile, come se per loro le regole non valessero mai, mentre sono pignoli custodi di leggi e regolamenti quando si tratta di difendere le loro posizioni.

Una provocazione continua, che ha chiesto di portare in aula non il disegno di legge sulle DAT, ma proprio il tema dell’eutanasia, immaginando anche qui in modo assolutamente contraddittorio che se questa fosse legalizzata non ci sarebbero più suicidi… Così ha sostenuto la capogruppo dei radicali subito dopo il suicidio di Mario Monicelli, chiedendo appunto di aprire il dibattito in aula sulla eutanasia. In realtà con tutta probabilità passeremmo dal suicidio al suicido assistito e qualcuno potrebbe perfino pensare e far pensare che così si umanizzerebbe il suicidio. Strana cultura che mentre chiede l’abolizione della pena di morte apre alla morte in mille altri modi. 

Sono i paradossi del nostro tempo! Far passare per libertà individuale quella che appare come una sorta di congiura sociale. In tempi oggettivamente ancora molto difficili per la ripresa economica negli Stati Uniti, con un tasso di disoccupazione sempre più elevato, le assicurazioni mediche americane hanno trovato un modo efficace per contenere la spesa sanitaria. Basta convincere le persone anziane, sole, malate e senza altri punti di riferimento che non vale la pena vivere in questo modo. Possono morire rendendosi ancora utili alla società, evitando di essere di peso e di assorbire risorse non solo di tipo economico o magari attraverso la donazione di organi.

Possono morire non per abbandono, ma perché si riappropriano del loro destino e decidono di lasciarsi in dono agli altri proprio come prevede il testamento. È la tesi paradossale che già 30 anni fa R. Widmark sosteneva nel suo romanzo: "La morte moderna", (edizione Iperborea), di una attualità sconcertante proprio alla luce di questi ultimi fatti. La sua tesi riguardava il fallimento dell’eutanasia individuale e la necessità di doverla sostituire con un tipo di eutanasia sociale, che creasse solidarietà ed emulazione tra gli stessi anziani, rendendoli felici di morire mentre continuavano ad essere utili agli altri.


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COMMENTI
02/01/2011 - la matematica non è una opinione (attilio sangiani)

se si tiene conto degli assenti del PdL,del gruppo UDC e altri,dei dissenzienti,del Presidente che non vota,dei leghisti assenti,ecc. risulta che quelli presenti hanno votato tutti a favore della legge. Inoltre mi pare improprio fondarsi su un "processo alla intenzioni". Tuttavia è certo che alla Lega Nord interessa che entri in vigore il federalismo,per ragioni che gran parte degli elettori condividono,trovandosi contro proprio coloro che vorrebbero perpetuare le cause della indignazione...

 
30/12/2010 - Disinformazione? Può essere, ma… (Giuseppe Crippa)

Per rimediare alla mia disinformazione sono andato a rileggermi gli atti parlamentari relativi alla seduta 183 del 26 marzo 2009, nella quale il Senato ha approvato il ddl Calabrò sulla D.A.T. Tutti i gruppi, e qualche senatore a titolo personale, hanno espresso la loro dichiarazione di voto, con l’eccezione della Lega Nord Padania. Mi chiedo se non avesse niente da dire, se la cosa non interessasse o se fosse presente… Infatti hanno votato a favore del ddl 150 senatori, dei gruppi del PdL (allora 144 componenti) e dell’UdC - che al Senato fa gruppo insieme con Union Valdotaine, SVP ed altri - (15 componenti). Questi due gruppi disponevano di 159 voti, ed infatti a questi voti vanno sottratti quelli di alcuni senatori PdL con opinione difforme che hanno espresso la loro posizione in sede di dichiarazione di voto). Dov’è il voto compatto e decisivo del gruppo della Lega Nord (26 componenti)? Non penso comunque che la Lega voglia intralciare il voto di questa legge alla Camera, ma più semplicemente che non gliene importi niente.

 
30/12/2010 - la indignazione popolare ha creato la Lega Nord (attilio sangiani)

Spero che la Binetti,che stimo molto in quanto co-presidente di" Scienza e Vita",sappia come si è ingrossata la Lega: l'elettorato delle Regioni e Province "bianche",che erano il serbatoio della DC,dal 1945,si è indignato per gli sprechi,il clientelismo,le mafie,le caste di ogni tipo che hanno condotto l'Italia quasi al fallimento. Si pensi al debito pubblico accumulato in un decennio ( anni '80 ) per consentire al PSI di superare il PCI ( prima della caduta del MURO..) ed a Craxi di realizzare il sogno di un Governo di sinistra,da lui dominato e sopportato dal Patto Atlantico. " Mani Pulite",poi,ha spazzato via i partiti del CAF,per consegnare il potere ai comunisti,proprio quando il comunismo si squagliava all'EST. Tentativo disperato ed estremo,di cui oggi paghiamo il costo. Ciò premesso,necessariamente,non vedo come la Lega Nord potrebbe intralciare la legge sul "fine vita",già approvata al Senato,con i voti compatti della Lega e,ripensamenti,di G.Fini. Non comprendo,quindi,il commento che ha preceduto il mio.Lo imputo a disinformazione... Penso che la on.Binetti potrebbe lavorare nel suo attuale partito per mandare a casa il segretario Cesa,a mio parere indegno di rappresentare un partito che,statutariamemte,si dice "di ispirazione cristiana". Mi riferisco,particolarmente,al caso on.Mele... Dopodiche voterò anche io per la UDC

 
30/12/2010 - Non si fidi della Lega, on. Binetti! (Giuseppe Crippa)

Mi permetto di offrire un consiglio all’on. Binetti, che ringrazio per l’esauriente articolo sulla legge sulle D.A.T. in elaborazione in Parlamento: non si fidi assolutamente di eventuali offerte della Lega finalizzate ad ottenere corsie preferenziali per l’approvazione dei decreti delegati relativi al federalismo. La Lega concepisce tutti i partiti come nemici – anche l’alleanza col PdL, che è personalistica (Berlusconi > Tremonti > Bossi) e non certo ideale - e prova una particolare avversione verso i partiti, come il suo, con radici antecedenti la cosiddetta Seconda Repubblica e con una matrice democristiana. Questa avversione, che arriva a punte di esplicito disprezzo, è da anni scientificamente coltivata dai dirigenti leghisti verso la loro base. Non è il caso di dare loro un’ennesima occasione di mostrarla. Questa legge, ma anche il Federalismo, sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani della sola Lega.