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FINE VITA/ Binetti (Udc): subito la legge, la Lega non segua Obama

Pubblicazione:giovedì 30 dicembre 2010

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La pietà non è più quella di chi assiste, ma quella di chi smette di assistere, il valore della famiglia non è più nella relazione di cura, ma nella interruzione delle cure. La loro fatica è stata completamente ribaltata, considerandola non più come un atto d’amore, ma solo come una forma di egoistico accanimento sociale. Chi più ama meno assiste, chi più assiste in realtà ama solo se stesso e non vuole liberare la persona amata, lasciandola sopravvivere in un tunnel privo di senso.

Dagli Stati Uniti proprio il giorno di Natale è arrivato quindi un altro passo avanti di quella cultura che fa della morte, solo in apparenza liberamente accettata, la nuova proposta sociale di avanguardia. Quasi uno status symbol di chi è padrone di sé e del suo destino, mentre in realtà è solo vittima dell’indifferenza delle istituzioni e dello spaesamento delle famiglie. Una vittima fortemente condizionata da un circuito mediatico che rifiuta valori come la solidarietà, il sacrificio, la fede.È questo il pericolo che presenta una cultura improntata ad un relativismo etico strisciante, sempre più capace di condizionare le nostre scelte e i nostri comportamenti, chiuso nel culto dell’individualismo autoreferenziale, capace di tollerare tutto e il contrario di tutto, ma non l’amore alla vita, la solidarietà generosa e disinteressata, la capacità di dare senso al dolore e al sacrificio.

Dopo questo ennesimo attacco che dagli USA viene alla vita e alla sua dignità, ci auguriamo però che in Italia l’iter della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), centrata su valori quali l’alleanza terapeutica e l’attualità del consenso informato riprenda il suo passo rapido verso una compiuta applicazione, che metta al riparo dai rigurgiti eutanasici a cui abbiamo assistito in questi giorni e dal rischio di regolamenti ostili e aggressivi proprio nei confronti delle persone più sole e più fragili. Su questo punto concreto aspettiamo il Governo per passare dalle parole ai fatti, dalle promesse alla loro piena realizzazione.

Questa maggioranza in Senato ha saputo difendere la legge sulle DAT con appassionata determinazione, sfidando una opposizione a volte dialogante, almeno a parole, ma spesso aggressiva e violenta, facendo muro contro una cultura che ha costantemente utilizzato una sola parola chiave per negare diritto di asilo ad una legge sostanzialmente equilibrata: la parola autodeterminazione. Ora si tratta di ripartire proprio da questo concetto, per mostrarne le insidie che contiene, quando all’autodeterminazione si sostituisce una sorta di persuasione occulta che vuole convincere le persone che morire è meglio. Ce lo sentiamo dire attraverso gli articoli di una certa stampa, ma ce lo ha detto e ridetto in modo insinuante proprio lo spot sull’eutanasia mandato in onda dai radicali e l’ultimo regolamento americano.


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COMMENTI
02/01/2011 - la matematica non è una opinione (attilio sangiani)

se si tiene conto degli assenti del PdL,del gruppo UDC e altri,dei dissenzienti,del Presidente che non vota,dei leghisti assenti,ecc. risulta che quelli presenti hanno votato tutti a favore della legge. Inoltre mi pare improprio fondarsi su un "processo alla intenzioni". Tuttavia è certo che alla Lega Nord interessa che entri in vigore il federalismo,per ragioni che gran parte degli elettori condividono,trovandosi contro proprio coloro che vorrebbero perpetuare le cause della indignazione...

 
30/12/2010 - Disinformazione? Può essere, ma… (Giuseppe Crippa)

Per rimediare alla mia disinformazione sono andato a rileggermi gli atti parlamentari relativi alla seduta 183 del 26 marzo 2009, nella quale il Senato ha approvato il ddl Calabrò sulla D.A.T. Tutti i gruppi, e qualche senatore a titolo personale, hanno espresso la loro dichiarazione di voto, con l’eccezione della Lega Nord Padania. Mi chiedo se non avesse niente da dire, se la cosa non interessasse o se fosse presente… Infatti hanno votato a favore del ddl 150 senatori, dei gruppi del PdL (allora 144 componenti) e dell’UdC - che al Senato fa gruppo insieme con Union Valdotaine, SVP ed altri - (15 componenti). Questi due gruppi disponevano di 159 voti, ed infatti a questi voti vanno sottratti quelli di alcuni senatori PdL con opinione difforme che hanno espresso la loro posizione in sede di dichiarazione di voto). Dov’è il voto compatto e decisivo del gruppo della Lega Nord (26 componenti)? Non penso comunque che la Lega voglia intralciare il voto di questa legge alla Camera, ma più semplicemente che non gliene importi niente.

 
30/12/2010 - la indignazione popolare ha creato la Lega Nord (attilio sangiani)

Spero che la Binetti,che stimo molto in quanto co-presidente di" Scienza e Vita",sappia come si è ingrossata la Lega: l'elettorato delle Regioni e Province "bianche",che erano il serbatoio della DC,dal 1945,si è indignato per gli sprechi,il clientelismo,le mafie,le caste di ogni tipo che hanno condotto l'Italia quasi al fallimento. Si pensi al debito pubblico accumulato in un decennio ( anni '80 ) per consentire al PSI di superare il PCI ( prima della caduta del MURO..) ed a Craxi di realizzare il sogno di un Governo di sinistra,da lui dominato e sopportato dal Patto Atlantico. " Mani Pulite",poi,ha spazzato via i partiti del CAF,per consegnare il potere ai comunisti,proprio quando il comunismo si squagliava all'EST. Tentativo disperato ed estremo,di cui oggi paghiamo il costo. Ciò premesso,necessariamente,non vedo come la Lega Nord potrebbe intralciare la legge sul "fine vita",già approvata al Senato,con i voti compatti della Lega e,ripensamenti,di G.Fini. Non comprendo,quindi,il commento che ha preceduto il mio.Lo imputo a disinformazione... Penso che la on.Binetti potrebbe lavorare nel suo attuale partito per mandare a casa il segretario Cesa,a mio parere indegno di rappresentare un partito che,statutariamemte,si dice "di ispirazione cristiana". Mi riferisco,particolarmente,al caso on.Mele... Dopodiche voterò anche io per la UDC

 
30/12/2010 - Non si fidi della Lega, on. Binetti! (Giuseppe Crippa)

Mi permetto di offrire un consiglio all’on. Binetti, che ringrazio per l’esauriente articolo sulla legge sulle D.A.T. in elaborazione in Parlamento: non si fidi assolutamente di eventuali offerte della Lega finalizzate ad ottenere corsie preferenziali per l’approvazione dei decreti delegati relativi al federalismo. La Lega concepisce tutti i partiti come nemici – anche l’alleanza col PdL, che è personalistica (Berlusconi > Tremonti > Bossi) e non certo ideale - e prova una particolare avversione verso i partiti, come il suo, con radici antecedenti la cosiddetta Seconda Repubblica e con una matrice democristiana. Questa avversione, che arriva a punte di esplicito disprezzo, è da anni scientificamente coltivata dai dirigenti leghisti verso la loro base. Non è il caso di dare loro un’ennesima occasione di mostrarla. Questa legge, ma anche il Federalismo, sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani della sola Lega.