BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINE VITA/ Binetti (Udc): subito la legge, la Lega non segua Obama

Pubblicazione:

parlamento_1R375_24ago08.jpg


Una legge in cui il consenso informato non ha nulla di burocratico, ma è invece il modo naturale con cui ci si scambia informazioni, si condividono speranze e desideri, si affrontano insieme paure e sofferenze, per giungere ad una decisione consensuale. Una legge che restituisca al Paese la speranza in una medicina migliore, la consapevolezza che in Italia i buoni medici sono di gran lunga di più dei medici disposti a convertirsi in certificatori del desiderio di morte, e subito dopo in dispensatori di morte.

Per questo vogliamo presto la legge sulla DAT, perché si sappia che in Italia il malato può fidarsi dei suoi medici, perché si interrompa questa persecuzione virtuale, ma non per questo meno perniciosa, in cui si insinua che i medici staccano al spina ai malati senza neppure consultarli. Non è così. In Italia i pazienti non chiedono l’eutanasia e i medici non la praticano, qualsiasi cosa si dica. I pazienti chiedono terapie contro il dolore, chiedono cure palliative, e i medici desiderano solo poter assistere i propri malati in scienza e coscienza, con umanità e con il retto uso delle moderne tecnologie.

Questo è quanto dice questa legge e questo è quanto vogliamo che il Parlamento approvi e c’è un’ampia maggioranza in Parlamento, una maggioranza trasversale, disposta a votare questa legge e determinata ad ottenerla con la stessa insistenza con cui la Lega vuole il federalismo fiscale. Prima di staccare la spina al governo.  Ma non avrà il federalismo fiscale se prima non avremo ottenuto questa legge, che da sola vale una legislatura, proprio per amore della vita e per rispetto di quanti oggi appaiono come gli ultimi tra gli ultimi.
In questo senso vanno i nostri sforzi, a questo sollecitiamo il Governo, in questo ci impegniamo in Parlamento.


Per approfondimenti sul tema  si veda l’ultimo libro da me pubblicato:
P. Binetti, Il Consenso informato, Tra umanizzazione della medicina e nuove tecnologie
Ed. Magi , Roma, 2010



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/01/2011 - la matematica non è una opinione (attilio sangiani)

se si tiene conto degli assenti del PdL,del gruppo UDC e altri,dei dissenzienti,del Presidente che non vota,dei leghisti assenti,ecc. risulta che quelli presenti hanno votato tutti a favore della legge. Inoltre mi pare improprio fondarsi su un "processo alla intenzioni". Tuttavia è certo che alla Lega Nord interessa che entri in vigore il federalismo,per ragioni che gran parte degli elettori condividono,trovandosi contro proprio coloro che vorrebbero perpetuare le cause della indignazione...

 
30/12/2010 - Disinformazione? Può essere, ma… (Giuseppe Crippa)

Per rimediare alla mia disinformazione sono andato a rileggermi gli atti parlamentari relativi alla seduta 183 del 26 marzo 2009, nella quale il Senato ha approvato il ddl Calabrò sulla D.A.T. Tutti i gruppi, e qualche senatore a titolo personale, hanno espresso la loro dichiarazione di voto, con l’eccezione della Lega Nord Padania. Mi chiedo se non avesse niente da dire, se la cosa non interessasse o se fosse presente… Infatti hanno votato a favore del ddl 150 senatori, dei gruppi del PdL (allora 144 componenti) e dell’UdC - che al Senato fa gruppo insieme con Union Valdotaine, SVP ed altri - (15 componenti). Questi due gruppi disponevano di 159 voti, ed infatti a questi voti vanno sottratti quelli di alcuni senatori PdL con opinione difforme che hanno espresso la loro posizione in sede di dichiarazione di voto). Dov’è il voto compatto e decisivo del gruppo della Lega Nord (26 componenti)? Non penso comunque che la Lega voglia intralciare il voto di questa legge alla Camera, ma più semplicemente che non gliene importi niente.

 
30/12/2010 - la indignazione popolare ha creato la Lega Nord (attilio sangiani)

Spero che la Binetti,che stimo molto in quanto co-presidente di" Scienza e Vita",sappia come si è ingrossata la Lega: l'elettorato delle Regioni e Province "bianche",che erano il serbatoio della DC,dal 1945,si è indignato per gli sprechi,il clientelismo,le mafie,le caste di ogni tipo che hanno condotto l'Italia quasi al fallimento. Si pensi al debito pubblico accumulato in un decennio ( anni '80 ) per consentire al PSI di superare il PCI ( prima della caduta del MURO..) ed a Craxi di realizzare il sogno di un Governo di sinistra,da lui dominato e sopportato dal Patto Atlantico. " Mani Pulite",poi,ha spazzato via i partiti del CAF,per consegnare il potere ai comunisti,proprio quando il comunismo si squagliava all'EST. Tentativo disperato ed estremo,di cui oggi paghiamo il costo. Ciò premesso,necessariamente,non vedo come la Lega Nord potrebbe intralciare la legge sul "fine vita",già approvata al Senato,con i voti compatti della Lega e,ripensamenti,di G.Fini. Non comprendo,quindi,il commento che ha preceduto il mio.Lo imputo a disinformazione... Penso che la on.Binetti potrebbe lavorare nel suo attuale partito per mandare a casa il segretario Cesa,a mio parere indegno di rappresentare un partito che,statutariamemte,si dice "di ispirazione cristiana". Mi riferisco,particolarmente,al caso on.Mele... Dopodiche voterò anche io per la UDC

 
30/12/2010 - Non si fidi della Lega, on. Binetti! (Giuseppe Crippa)

Mi permetto di offrire un consiglio all’on. Binetti, che ringrazio per l’esauriente articolo sulla legge sulle D.A.T. in elaborazione in Parlamento: non si fidi assolutamente di eventuali offerte della Lega finalizzate ad ottenere corsie preferenziali per l’approvazione dei decreti delegati relativi al federalismo. La Lega concepisce tutti i partiti come nemici – anche l’alleanza col PdL, che è personalistica (Berlusconi > Tremonti > Bossi) e non certo ideale - e prova una particolare avversione verso i partiti, come il suo, con radici antecedenti la cosiddetta Seconda Repubblica e con una matrice democristiana. Questa avversione, che arriva a punte di esplicito disprezzo, è da anni scientificamente coltivata dai dirigenti leghisti verso la loro base. Non è il caso di dare loro un’ennesima occasione di mostrarla. Questa legge, ma anche il Federalismo, sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani della sola Lega.