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SCENARIO/ Chi poteva dire che la sinistra sarebbe "morta" in fabbrica?

Pubblicazione:venerdì 31 dicembre 2010

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Il socialista di sinistra, Lelio Basso, definì quella proposta (su suggerimento dei russi e del Pci) una boutade per fare un "partitone democratico americano". Amendola si salvò solo per la sua storia personale e continuò a lottare isolato. Poi ci furono gli scontri ripetuti tra comunisti e socialisti, l'anticraxismo viscerale. Persino quando cadde il comunismo sovietico e si dovette cambiare nome la storia continuò. In un primo, brevissimo momento, ci fu un avvicinamento a Craxi e alla socialdemocrazia europea per entrare nell'Internazionale. Poi, una volta ottenuto il proprio obiettivo, il postcomunismo di Occhetto e compagni cavalcò il giustizialismo che emergeva nel Paese al seguito dei "magistrati protagonisti".

 

Per basse ragioni di bottega, o di "Bottegone", i superstiti del vecchio Pci sostituirono all'ideologia della lotta di classe quella del giustizialismo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'attuale segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, deve sentire al suo interno i rimbrotti della signora Rosy Bindi. Intanto c'è che gli toglie voti a sinistra: un "prodotto televisivo" alternativo come Nichi Vendola e un agitatore delle procure come Antonio Di Pietro. Una brutta fine.



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COMMENTI
02/01/2011 - condivido,con aggiunte... (attilio sangiani)

Condivido la diagnosi,ma non sarei così severo con il centro-destra italiano attuale . Infatti la scissione di G.Fini con alcuni elementi squalificati ( Bocchino,Granata,...) era in atto da anni,bloccando le necessarie riforme o snaturandole. Fini manca di solide e coerenti basi culturali.Il suo livello non supera quello già di Benito Mussolini: semplice e limitato maestrucolo elementare,sfortunatamente ( per l'Italia )dotato di magnetismo e carisma da leader. Per questo si dimostra solo un opportunista-arrampicatore,da Almirante al PD in pieno marasma. La sua sorte è segnata,destinata alla insignificanza,perchè si confonde nel liquame della sinistra. Additare la "destra storica" italiana '800 come esempio mi pare asfittico e antistorico. Quanto alla sinistra aggiungerei che,essendo mancata una autocritica culturale,a partire da Gramsci,ed un ripensamento delle basi ontolociche/ etiche su cui poggiava,la sinsitra già marxista è regredita alle basi dell'individualismo di J.J Russeau,cioè nel radicalismo tipo M.Pannella,filtrato attraverso "l'oltre-uomo"di F.W.Nietzshe . La sinistra italiana,oggi,è "liquefatta" nell'individualismo radicale .Se non si ravvede,può solo generare qualunquismo e violenza,tipo centri sociali,disubbidienti,grillanti, black-blok,pretori d'assalto,discepoli della Litizzetto,dei pornografi,dei bestemmiatori del "Grande Fratello",ecc.