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SCENARIO/ Formigoni: Caro Casini, facciamo insieme il PPE "modello Lombardia"

L'intervista a ROBERTO FORMIGONI sul 14 dicembre e sul possibile voto anticipato

FormigoniRoberto_R375.jpg (Foto)

A meno di dieci giorni dal voto di fiducia al governo lo scontro tra il Presidente del Consiglio e il Terzo Polo si fa più duro. La mozione presentata da Fini, Casini e Rutelli e gli ultimi inviti del leader dell’Udc affinché Berlusconi faccia un passo indietro hanno scatenato la reazione stizzita del Cavaliere. Nonostante le polemiche, il 14 dicembre è sempre più vicino, anche se resta molto difficile prevedere cosa avverrà. «In ogni caso - dice Roberto Formigoni a IlSussidiario.net -, far cadere l’unico governo legittimato dagli elettori, in un momento di difficoltà economica e di turbolenza sui mercati, sarebbe davvero un gesto azzardato. Mi auguro che prevalga la responsabilità da parte di tutti e che il governo ottenga la fiducia. Non escluderei, tra l’altro, clamorose sorprese, nonostante la sicurezza con cui qualcuno esibisce la lista dei 317 deputati pronti a votare la sfiducia».

La mozione presentata di comune accordo da finiani e centristi ha cambiato lo scenario? Come giudica la scelta di Futuro e Libertà?

Stiamo parlando di deputati e senatori che erano stati eletti nelle liste del Pdl, a sostegno del governo. Hanno poi scelto di passare al sostegno esterno, mentre oggi decidono di schierarsi con l’opposizione. A differenza dell’Udc, che è sempre stata una forza di opposizione, la traiettoria di distacco dagli impegni assunti con gli elettori che ha compiuto Fli non può che essere condannata.

Se non ci fossero le sorprese di cui parlava prima però quali scenari si aprirebbero?


Se il governo non dovesse ottenere la fiducia seguirebbero ovviamente le dimissioni del premier. A quel punto credo che la soluzione naturale sarebbe quella delle elezioni anticipate. D’altra parte, è dal 2000 che gli italiani possono indicare sulla scheda il nome del candidato premier che preferiscono e nel 2008 gli italiani hanno scelto Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio. Com’è pensabile che si possa dare vita a un governo che non abbia Berlusconi premier o che Pdl e Lega vengano addirittura spedite all’opposizione? Un governo tecnico, in qualunque modo si voglia camuffarlo, metterebbe in imbarazzo lo stesso Presidente della Repubblica e non sarebbe giustificabile per le ragioni che ho spiegato.

In questo momento secondo lei il Paese può permettersi un voto anticipato?


COMMENTI
09/12/2010 - intervista a Formigoni (Achille Cilea)

Concordo pienamente con quanto affermato dal Presidente Formigoni-Dal testo credo che alcune cose vadano evidenziate per orientare “il chiacchiericcio” di questi giorni: 1- sarebbe auspicabile una riforma della legge elettorale che dia libertà di scelta del candidato agli elettori ma senza toccare il premio di maggioranza che garantisce la governabilità.-2- La traiettoria di distacco dagli impegni assunti con gli elettori compiuta da FLI è da condannare. Diverso è il caso dell’UDC che è sempre stata forza di opposizione.-3-fare cadere l’unico governo legittimato dagli elettori sarebbe un gesto (io dico) non solo azzardato ma addirittura antidemocratico,a livello dei “golpe sudamericani” del secolo scorso.-4-Il federalismo fiscale va realizzato perché è nell’interesse di tutto il Paese.A queste sottolineature aggiungo delle considerazioni personali: A-Va assolutamente implementato e dettagliato il PIANO PER IL SUD approvato a fine novembre dal Governo. Solo per questo varrebbe la pena che l’UDC riconsiderasse le proprie scelte ricalcando quelle fatte in Calabria dove partecipa alla Giunta del Governatore Scopelliti.-B-Infine la proposta di “una forte ripresa di una identità culturale che attualizzi e dettagli l’esperienza del PPE in Italia” è ciò che in tanti,dai tempi di MP, aspettiamo che emerga nel panorama politico di oggi- Achille Cilea (cileaachille@alice.it)

 
09/12/2010 - il figliol prodigo (Francesco Lepore)

speriamo nella buona fede di Formigoni visto che l'UDC nel 2008 è stata cacciata dal centrodestra ecco xchè "in Europa sediamo sugli stessi banchi mentre in Italia si registra un’impossibilità di dialogo tra noi? " quando a un " partito nuovo, che abbia questa identità culturale, anche se so benissimo che per un progetto così ambizioso occorrono tempi medi o lunghi." la questione è molto semplice può uscire dal PDL è lo accoglieranno come un figliol prodigo e il vitello grasso lo offro io ma un pò di cenere in testa da parte di Roberto è gradita

 
08/12/2010 - SI.ma ci vogliono i tempi recnici, e Lui ..... (antonio gigante)

Mi sembra una buona idea per recuperare tutti gli amici cattolici,speriamoin bene e nella buona fede di Casini. Antonio

 
06/12/2010 - Un nuovo partito popolare (2) (Giuseppe Crippa)

Concordo con il signor Ioculano. Un partito nuovo, con una identità che si riallacci a quella del Partitto Popolare Europeo e ne riprenda in Italia il lavoro sarebbe davvero interessante per molti cattolici italiani. Requistito indispensabile però è l’effettiva democrazia che dovrà regnare all’interno di questo partito. Saprebbe Berlusconi accettarla? Non penso proprio, occorrerà dunque aspettare che lasci la scena, magari proprio all’intervistato di oggi.

 
06/12/2010 - un nuovo partito poplare (vincenzo ioculano)

Finalmente qualcosa di nuovo. Formigoni ha le idee chiare per formare un nuovo partito. In questo momento storico, particolare, credo che Formigoni abbia intuito la strada da percorrere. Se si farà un lavoro serio, credo che molti cattolici e laici da ogni regione convergeranno. Vada avanti.

 
06/12/2010 - Partito Popolare Europeo (attilio sangiani)

mi domando per quale motivo Berlusconi ed i suoi consiglieri "cattolici",come Lupi.Quagliarello,ecc,non facciano chiaro riferimento ai valori del PPE,che sono in netto contrasto con il programma affacciato più volte da Fini & c.,che è molto simile a quello dei radicali e della sinistra non ex-popolare . Se lo facessero otterrebbero un sostegno più convinto da parte dell'elettorato cattolico ruiniano,che farebbe "la differenza" per vincere in caso di nuove elezioni e inchioderebbe G.Fini alle sue responsabilità di "traditore" non solo del programma del P.d.L.,ma anche dei valori sottesi alla adesione al PPE.