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MANIFESTO ELEZIONI/ Ostellino: più educazione e libertà contro il declino dell’Italia

Pubblicazione:mercoledì 10 febbraio 2010

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Innanzitutto sono d’accordo che non sia usata la parola «interesse generale» ma «interesse comune». E lo dico perché l’interesse generale di solito nasconde quello di chi comanda, mentre l’interesse comune esprime l’interesse di tutti quanti, cioè della comunità intesa come l’insieme degli individui che perseguono i loro interessi. Non può esserci contraddizione tra interessi generali e comuni là dove c’è una cornice normativa che mette in condizione ciascuno di perseguire i propri interessi nella massima libertà. A condizione di non fare danno agli altri.

 

Secondo lei i tanti «esempi virtuosi di realtà in cui l’agire delle persone genera benefici per la collettività» trovano attualmente in Italia un clima favorevole?

 

Lo statalismo non è morto e dobbiamo sempre temerlo, perché si regge su una serie di complicità che vanno dagli interessi organizzati di tipo corporativo - magistratura compresa - alla grande industria. C’è in Italia un milieu conservatore contrario a qualsiasi cambiamento che liberi l’individuo da lacci e laccioli che lo soffocano.

 

Lo stesso corporativismo e lo stesso capitalismo che lei ha attaccato in un suo recente editoriale, accusandolo di darsi una vernice etica?

 

Proprio quello. Diceva giustamente Croce che gli uomini di buone intenzioni non sono nient’altro che degli ipocriti, perché in un paese ben organizzato è la legge che governa e non le buone intenzioni degli uomini. Quindi una banca che fa pagare i propri servizi dieci volte quello che li fanno pagare le altre banche in Europa e si dichiara sociale è soltanto ipocrita. Il capitalista che si dichiara sociale, ma al tempo stesso mendica i sussidi dallo stato per vendere prodotti che altrimenti non sarebbero competitivi, è altrettanto ipocrita. Idem le corporazioni professionali che dichiarano finalità sociali, ma impediscono ai giovani di entrare nel sistema economico. Gli interessi in un paese avanzato non si perseguono in questo modo.

 

La Cdo mette al centro l’educazione a due livelli: come comunicazione di criteri fondamentali per orientarsi nella vita e come libera scelta educativa. Anche in questo campo lo stato «canaglia», per usare una sua espressione, ha fatto sentire i suoi effetti?

 

 

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