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LETTERA ALL'EUROPA/ Caro Presidente, un consiglio per evitare il crac

venerdì 12 febbraio 2010

 

Strasburgo, 12 febbraio 2010 - Il terremoto finanziario internazionale e le sue drammatiche conseguenze sull`economia reale sono innegabili. L’Ue si trova ad affrontare una complicata fase di rilancio economico. Sappiamo bene che nei prossimi anni, in mancanza di interventi forti, la situazione non è destinata a migliorare. La crescita del debito pubblico nei paesi dell’Unione europea non è sostenibile con l’1 per cento di crescita all’anno del Pil. Per aumentare il tasso di crescita, che è l’unico modo per ridurre il debito pubblico senza aumentare la pressione fiscale, è necessaria una sorta di demand kick (spinta della domanda) a livello comunitario, dal momento che a livello nazionale non ci sono fondi a sufficienza per sostenere la domanda.

È necessario che l’Europa intervenga sulla Grecia. Non farlo potrebbe avere conseguenze imprevedibili, in termini di contagio sugli altri Paesi dell’area e di perdita di reputazione di alcuni debitori sovrani. Di più, se i Paesi europei o la Bce intervengono in aiuto della Grecia, possono farlo negoziando condizioni che la obblighino ad attuare un processo di consolidamento fiscale.

Il generale rallentamento economico sta avendo effetti negativi sul finanziamento della Strategia di Lisbona con pesanti conseguenze sullo sviluppo di settori strategici come le energie alternative, le reti trans-europee e le nuove tecnologie. I cittadini attendono una risposta dall’Ue, ma le risorse di bilancio europee paiono troppo limitate.

Come rilanciare allora l’economia europea se l’Ue manca delle risorse necessarie? Crediamo fortemente che sia arrivato il momento di considerare la possibilità di introdurre gli Eurobond come risorsa addizionale per finanziare i progetti di interesse strategico europeo.

 

Per continuare la lettura della lettera di Mario Mauro clicca sul simbolo >> qui sotto

 

 




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COMMENTI
13/02/2010 - Mario Mauro (Roberto Alabiso)

Se anche Mario Mauro è preoccupato, forse è il caso di cominciare a chiedersi, qual'è la reale dimensione delle crisi, ma sopratutto la reale e concreta conseguenza sulla vita quotidiana dei cittadini italiani ed europei. Chiederselo significa anche parlarne nei media più ascoltati Tg1 compreso, senza continuare a dire che la crisi è passata e alle nostre spalle. Quando ascolto alcuni ministri dire che abbiamo attraversato la crisi, e non sanno nemmeno cosa significa pagare alle scadenze, contributi inps, tarsu, inail ecc. ecc., dopo mesi che quasi non si lavora, non si può fare a meno di pensare, nella migliore delle ipotesi, quanto siano distanti dai veri problemi e difficoltà della gente comune, ma abbiano riguardo solo per se stessi e le poltrone che devono difendere costi quel che costi. Nessuno mi venga più a dire che non si può dire che le cose vanno male sennò crollano le borse. Forse, se le borse e la finanza che ho imparato a conoscere un pò in questi mesi crollassero, staremmo tutti meglio, perchè speculare su tutto, anche sul fallimento della Grecia è fuori da ogni mia capacità di comprensione, come lo è fare miliardi di dollari di utile ( too big to fail) in proporzione alla crescita della disoccupazione.

 
12/02/2010 - SECURIZZAZIONE INNANZI TUTTO! (Silvano Rucci)

Signor Mario Mauro, Lei dice: “crediamo che il recupero dell’economia europea passi attraverso la securizzazione del settore finanziario, ma in merito l’accordo preliminare del Consiglio sul pacchetto di riforma della supervisione finananziaria è particolarmente deludente. I cittadini si aspettano che l’Europa dimostri il suo valore” Commento: Sul punto della securizzazione non solo sono d’accordo, ma ci insisto perché prima di parlare di emissioni di Eurobond, gli Stati europei hanno bisogno di sapere dove sono finiti tutti i titoli tossici che erano sparsi per il mondo! Sarebbe deludente acquistare pacchetti di Eurobond con dentro titoli spazzatura a garanzia!

 
12/02/2010 - QUALE BATTAGLIA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO? (Guido Cifoletti)

Speravo che il presente rigidissimo inverno, unito alle scoperte del dicembre scorso, cioè che alcuni "esperti" hanno deliberatamente truccato i dati in proposito, avesse fatto riflettere popoli e governi sul cambiamento climatico: ed avesse fatto capire che è una solenne bufala. Oppure in sede politica non lo si può ancora dire?

 
12/02/2010 - Febbraio, 12 - 2010 (Roberto Pazzi)

Sono con te: occorre essere migliori. Tutti dobbiamo esserlo riconoscendo sempre la parte positiva che c’è nell’altro. Solo in virtù di questo ha un senso l’educazione. In aggiunta, un segnale forte di una corretta educazione è di porsi domande sfidanti che cercano di capire cosa avviane tra gli uomini, nel mondo. Per questo ora apprezzo il tuo sforzo e sono sempre più fiducioso.

 
12/02/2010 - radici (gianluca castelli)

Caro Mauro in realtà la soluzione dei problemi dell'Europa ma proprio di tutti è quella già indicata dal papa a proposito delle radici cristiane del continente. Non si tratta di bond o non bond; è solo un palliativo poichè la bolla se non scoppierà in Grecia, lo farà da un'altra parte. Caro Mauro, guardi la sua storia è troverà la risposta, e lasci stare i bond.