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SCENARIO/ Ecco perché a Bersani e Berlusconi conviene un pareggio

Pubblicazione:venerdì 12 febbraio 2010

berlusconi_bersani_R375.jpg (Foto)



Certamente, anche se alcune cose sono cambiate. Se da un lato Bersani può essere contento di questa divisione interna ai giustizialisti, dall’altro rischia di ritrovarsi come alleati due soggetti di questo tipo. Al di là della “svolta” l’Idv rimane un partito affascinato dalle manette esattamente come prima, mentre Sinistra e Libertà abbracciando De Magistris potrebbe prendere delle posizioni che per ora aveva rifiutato. Ma le novità riguardano anche il fronte interno al Pd. 

A cosa si riferisce?


La nascita della nuova fondazione di Walter Veltroni e Michele Salvati ci dice che è finita l’esperienza della minoranza compatta contro Bersani. Si scompone in pratica l’opposizione interna ed emerge una minoranza con una linea politica più precisa rispetto a quella confusamente rappresentata da Franceschini. Veltroni si presenta come l’erede del partito a vocazione maggioritaria, del partito delle primarie  ed esprime un’opposizione con un contenuto, con la quale diventa più facile discutere o litigare. 

Alla luce di questi nuovi equilibri come si presenta il centrosinistra all’appuntamento delle regionali? Quale risultato potremmo aspettarci e con quali conseguenze?

Le elezioni regionali non saranno la caporetto del Pd e del centrosinistra. La tenuta delle “regioni rosse” e la probabile vittoria nelle Marche e in Liguria possono garantire un discreto risultato. In più Nichi Vendola e Mercedes Bresso hanno buone possibilità di vincere in Puglia e Piemonte, a differenza di Emma Bonino nel Lazio. Un risultato complessivo di questo tipo dovrebbe escludere la possibilità di drammatiche rese dei conti interne, riaprire il dialogo tra Pd e Udc e garantire relativa stabilità all’ultima parte della legislatura, a vantaggio, tra l’altro, delle riforme.

Sul tema delle riforme le prese di posizione contro l’immunità parlamentare di Franceschini e Bersani non sono forse un passo indietro in questo senso?

Il no all’immunità di Franceschini è in realtà diverso da quello di Bersani. Se il primo è ideologico, il secondo è il rifiuto di un provvedimento a se stante, nel quadro di riforme complessive invece si potrà tornare a discuterne. Non a caso Violante pochi giorni fa rilanciava il tema dell’immunità collegandolo a una nuova legge elettorale. Difficile infatti pensare all’immunità in un Parlamento di nominati.

Quale potrebbe essere quindi la road map delle riforme? Da cosa partire?

 


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