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SCENARIO/ Ecco perché a Bersani e Berlusconi conviene un pareggio

L’animata discussione sulla par condicio e la definizione delle ultime candidature ci proiettano nel bel mezzo della campagna elettorale per il voto delle Regionali di fine marzo

berlusconi_bersani_R375.jpg (Foto)

L’animata discussione sulla par condicio e la definizione delle ultime candidature ci proiettano nel bel mezzo della campagna elettorale per il voto delle Regionali di fine marzo. Si assiste all’inevitabile scontro tra gli schieramenti, ma ancor di più a quello tra alleati e tra le correnti interne agli stessi partiti, mentre sullo sfondo suscitano apprensione le nuove inchieste giudiziarie a carico dei vertici della Protezione Civile. Peppino Caldarola ha discusso con ilsussidiario.net i temi più caldi della politica italiana.

Nel centrosinistra Pd e Idv hanno trovato un accordo sulle candidature più problematiche, come quella di Vincenzo De Luca in Campania. Qual è il dato politico di quella che è stata definita la “svolta di Salerno” di Di Pietro?


Il congresso dell’Italia dei Valori ha segnato una vittoria netta di Di Pietro sui suoi oppositori espliciti o latenti e un mutamento di linea su una questione fondamentale: la presenza nelle liste di inquisiti e processati. Appoggiando Vincenzo De Luca l’ex pm viola uno dei principi cardine del partito, rompe un tabù aprendo una frattura all’interno dell’area giustizialista. Il leader dell’Idv ha capito che il mondo politico-giornalistico che lo aveva sempre appoggiato non si fidava più di lui e così ha preferito rimanere fedele ai suoi apparati piuttosto che ascoltare le richieste dei vari Grillo e Travaglio.

Cosa intende?

Di Pietro, al di là della propaganda giustizialista, ha un’anima concreto-governativa. L’ex pm ha costruito un partito personale con gli avanzi di altri partiti e a questa realtà deve dare soddisfazione occupando assessorati e presidenze.
Difficile dopo questo cambio di rotta tornare indietro anche perché, dovendo pagare le conseguenze di questa scelta, cercherà di lucrarne i vantaggi, aprendo a candidati che hanno molti voti e magari qualche pendenza penale. L’area culturale di cui parlavamo prima adesso dovrà deciderà cosa fare.

Potrebbe essere De Magistris il nuovo cavallo su cui puntare?


De Magistris ha tenuto un atteggiamento opportunistico nei confronti dell’Idv: si è fatto eleggere in un partito nel quale però non ha voluto iscriversi e ha sperato in un incarico senza pagare il prezzo della militanza. Evidentemente ha sempre percepito la sua partecipazione a un partito che porta il nome di un altro pm come un vestito stretto. Oggi deve decidere se rimanere in seconda linea o cercare altri lidi, come tra l’altro ha già iniziato a fare, con gli appelli a Nichi Vendola. Il 27 di questo mese, comunque, il nuovo appuntamento del popolo viola ci permetterà di capire come sono cambiati gli equilibri nel mondo giustizialista e della sinistra radicale.

Un appuntamento che potrebbe rimettere il Pd nei guai evidenziando gli stessi nodi irrisolti del “No B Day”…

 


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