BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Da Viale Padova a Bertolaso, tutti gli ostacoli alla vittoria di Berlusconi

lunedì 15 febbraio 2010

La campagna elettorale è ormai aperta e tutto quello che accadrà nel terreno della politica di qui al 30 marzo può essere letto nella chiave dell’inevitabile contrapposizione in vista delle urne. Lo scontro tra bande di delinquenti extracomunitari alla periferia di Milano, un episodio di criminalità comune in nulla paragonabile alle rivolte delle banlieues parigine, è l’occasione per mettere sotto accusa le politiche di sicurezza del governo e della Lega.

Sempre a Milano, l’arresto di un consigliere comunale pidiellino con denaro tangentizio in mano fa gridare a una nuova Mani pulite contro gli amministratori comunali, provinciali e regionali, tutti del centrodestra.

Anche il caso Bertolaso può essere letto in questa ottica. Nell’inchiesta sugli appalti delle emergenze, la posizione del sottosegretario, nonostante lo stillicidio delle intercettazioni, sembra ancora marginale: l’addebito più grave appare quello di aver frequentato un centro massaggi avendo pagato l’abbonamento annuale per l’ingresso e le prestazioni della fisioterapista specializzata nel curare la cervicale.

Ma Di Pietro (naturalmente) e anche Bersani (e questo era meno prevedibile) chiedono le dimissioni del sottosegretario in base ai sospetti del gossip.

In campagna elettorale tutto può essere usato contro l’avversario. Eppure nell’inchiesta sulla protezione civile emergono alcuni aspetti che non possono essere ridotti alle schermaglie pre-regionali. Bertolaso è un personaggio dal profilo «bipartisan». Divenne famoso quando organizzò il Giubileo del 2000: incarico ricevuto dall’allora sindaco Rutelli. Un governo di centrosinistra lo volle a capo del servizio civile volontario.

Berlusconi lo portò alla Protezione civile e Prodi lo confermò. Un civil servant, come direbbero gli anglosassoni, cioè un funzionario dello stato slegato da cordate partitiche e senza il mastice del potere che lo tiene incollato alla poltrona.

Gente così non sempre è benvoluta nelle stanze dei bottoni perché poco ricattabile. In più, Bertolaso ha attirato potere sempre maggiore: dalla regìa dei grandi eventi (Giubileo, G8 alla Maddalena e all’Aquila, funerali di Giovanni Paolo II, solo per citarne alcuni) alla gestione delle emergenze vere e proprie (terremoti, rifiuti, tsunami, incendi). La struttura della Protezione civile ha assunto dimensioni enormi per numero di dipendenti e bilancio gestito; in più è di fatto sottratta a forme di controllo ordinario perché costretta ad agire in situazioni eccezionali. Per il G8, per fare un esempio, moltissimi lavori sono stati assegnati in deroga alle regole europee in materia di appalti. Operazioni discrezionali ora all’esame della magistratura.

 


CLICCA IL SIMBOLO >> QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO




  PAG. SUCC. >


COMMENTI
15/02/2010 - Civil servant? Un po' all'italiana (Franco Labella)

Come si sa in Italia c'è un motto assai popolare: "Tengo famiglia". Anche il civil servant Bertolaso ha famiglia. Non è nè un peccato nè un reato, per fortuna. Il problema è solo stabilire (ma lo faranno, eventualmente, i giudici) se la famiglia è stata un po' troppo prossima alle attività del civil servant. Se i magistrati ipotizzeranno e i giudici stabiliranno che è stata un po' troppo vicina alle operazioni gestite da Bertolaso e se stabiliranno che il medesimo ha ecceduto, a spese altrui, con la cura della cervicale, allora forse il civil servant italiano dovrebbe fare come fanno i civil servant autentici, quelli inglesi. Quelli che, al minimo accenno di comportamenti non opportuni o non ortodossi anche quando non rivestono carattere di reato, rassegnano le dimissioni. Anche loro hanno famiglia.... Pure Marrazzo ha famiglia....ma si è dimesso e nei suoi confronti, ad oggi, non ci sono ipotesi di reato. E poi smettiamola con questa storia del gossip. Se si avrà certezza, attraverso riscontri, prove ed intercettazioni, di comportamenti, diciamo così, un po' riprovevoli, il pettegolezzo non c'entra. C'entrano, al più, Cesare e la moglie di Cesare. Franco Labella

 
15/02/2010 - Cavallo in D6 (Francesco Carbonchi)

Molto interessante, come notate, la stretta dell'inchiesta di Firenze a ridosso della riforma della Protezione Civile. Manovra politica per arginare il governo, mediatica per screditare un "uomo di Berlusconi" ed elettorale per guadagnarsi qualche voto scandalizzato e offeso. La convergenza delle affermazioni di Bersani e Di Pietro vuol forse significare che il primo vuole gli elettori del secondo, o piuttosto che gli ha ceduto i propri?