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Politica

GIORNALI/ Sapelli: solo lo "scandalo" di Benedetto XVI può salvare l’Italia dal partito degli onesti

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Non posso che essere d’accordo con Berlusconi. Però un conto è ricevere un avviso di garanzia per aver difeso un gruppo di lavoratori durante un picchetto, e un altro per aver rubato. L’immunità parlamentare risolverebbe molti problemi. Ma va detto che i partiti sono cambiati. Oggi i partiti in senso classico sono scomparsi e restano confederazioni che mettono insieme imprenditori e politici, nuovi cacicchi che cercano il controllo del territorio e che possono allearsi a geometria variabile per formare un partito a scala nazionale. Oggi la corruzione è molto più diffusa che nel 1992 perché è molto meno visibile.

 

Galli della Loggia sul Corriere ha smascherato l’illusione di chi pensava che la corruzione fosse riservata solo all’ambito politico. È l’intera società ad essere guasta.

 

No, la società italiana non è marcia. Ha una costruzione del potere per cui arrivano alla cuspide dei sistemi di potere, in politica e in economia, i meno capaci ma più aggressivi e coloro che sono figli delle persone più influenti dal punto di vista della ricchezza e della cultura.

 

Gli ha fatto eco Ricolfi sulla Stampa. «Non possiamo continuare a contare soltanto su un sussulto delle coscienze - ha scritto -. Se identifichiamo i meccanismi possiamo provare a cambiarli».

 

D’accordo, ma il vero problema è che c’è stata una tremenda decadenza dell’etica pubblica. A sua volta questa dipende dal disordine morale individuale. Le istituzioni servono perché tengono a bada le mire dell’uomo, però l’uomo deve usare bene la sua libertà personale. Occorre piuttosto domandarsi: perché oggi il denaro è l’unico metro? È con la virtù che si educano i giovani, cioè con l’evidenza di buone prassi in grado di mostrare che operare per il bene è possibile. Sono fiducioso. L’Italia è piena di persone che non verrebbero mai messe nelle liste elettorali, perché incapaci di portare soldi.

 

Che parte può avere il richiamo morale della Chiesa verso la società civile?

 

Oggi il richiamo della Chiesa ha un’altissima qualità morale ma un’incidenza scarsa. La Chiesa non è fatta solo dai suoi preti, ma anche e soprattutto dai suoi laici. I laici però hanno subito un influsso culturale di tipo protestante che li ha allontanati dalla Chiesa. L’immagine del «cattolico adulto» dice tutto: un cattolico adulto non è cattolico, perché il cattolico è per sua natura minorenne. Non servono cattolici adulti, ma cattolici che pensano e vivono secondo l’insegnamento della Chiesa. Oggi però il popolo cattolico, tranne poche eccezioni, mi sembra che abbia perso la voce.

 

(Federico Ferraù)

 

 

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