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YOUTUBE TG1/ Video - L’editoriale del direttore Augusto Minzolini in difesa di Bertolaso

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, torna a far scalpore con un editoriale mandato in onda sul Tg delle 20; Minzolini, esprime il suo giudizio sul caso Bertolaso nel proprio editoriale, cosa non usuale ma legittima, suscitando indignazione in parte del mondo politico.

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Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, tona a far scalpore con un editoriale mandato in onda al Tg delle 20; Minzolini, esprime il suo giudizio sul caso Bertolaso nel proprio editoriale, cosa non usuale ma legittima, suscitando indignazione in parte del mondo politico.«E’ possibile – si domanda Augusto Minzolini - che uno sia giudicato sulla base dei brogliacci delle intercettazioni telefoniche finite sui giornali? E’ accettabile – continua il direttore del Tg1 nel suo editoriale - che sui giornali vengano pubblicati, come se fossero prove inoppugnabili, conversazioni piene di omissis, o corredate dai commenti di pubblici ufficiali all’insegna del “parrebbe, sembrerebbe”».

Secondo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, «le intercettazioni sono strumenti di indagine ma non sono prove, i primi a saperlo sono i magistrati. Quando si parla al telefono si usa un linguaggio diverso da quello che si userebbe davanti ad un pubblico ufficiale». Ma se questo è vero secondo la legge, non lo è altrettanto nella pratica: «se questo è valido in tribunale – sotiene Augusto Minzolini nel suo editoriale - non lo è per quella sorta di tribunale mediatico che scaturisce dall’intercettazione di una pubblicazione»

«Si rischia un paradosso» – dice il direttore del Tg1 Augusto Minzolini nel suo editoriale. «Il condannato mediatico – continua Minzolini - può anche essere assolto in tribunale o non essere rinviato a giudizio, ma intanto la sua pena di fronte alla società l’ha già scontata e non avrà alcun risarcimento». E’ quello che sta accadendo al capo delle Protezione civile. Per Augusto Minzolini «potrebbe capitare anche a Bertolaso. Bastano - spiega il direttore del Tg1 - due aggettivi: una massaggiatrice professionista scambiata per un’exort, o altro, e tutto quello che è stato fatto a Napoli per i rifiuti o all’Aquila per il terremoto, viene dimenticato in un cassetto».


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