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SCENARIO/ Bersani: basta critiche, batteremo il "modello Arcore" di Berlusconi

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L’idea portata avanti da Pier Luigi Bersani nella corsa che gli avrebbe consegnato la segreteria del Pd era quella di un partito “radicato e moderno”, una strada diversa rispetto al partito liquido e carismatico che aveva contraddistinto il progetto di Veltroni. Nella complicata scelta delle candidature queste due visioni si sono combattute Regione per Regione, evidenziando altri nodi da sciogliere: il ricorso alle primarie, i pregi e i difetti di questo strumento, la convivenza tra le diverse anime e l’ampiezza dell’alleanza di centrosinistra. A quattro mesi dalla sua elezione a segretario Bersani traccia un primo bilancio a ilsussidiario.net, discutendo i temi più caldi del momento politico che stiamo attraversando.

 

Quali sono secondo lei i problemi principali del Partito Democratico e come pensa di risolverli?

 

I problemi di coesione e di radicamento che indico da tempo non si risolvono certo in qualche mese, il lavoro però è iniziato e ha degli obiettivi chiari. Ho formato degli organismi dirigenti, una direzione che ho riunito tre volte in due mesi, una segreteria composta da quarantenni, che ho selezionato dalle esperienze territoriali e con la quale lavoro settimanalmente. Ho anche messo all’opera una commissione per il ripensamento dello statuto. Fino ad ora sono stati incoraggiati meccanismi selettivi-competitivi preziosissimi per un partito democratico, mancano però i meccanismi coesivi.

 

Le primarie sono state uno strumento che la convince del tutto? C’è una minoranza interna che le rimprovera di usarle solo in alcuni casi, magari a seconda delle scelte del centrodestra…

 

Le primarie sono uno strumento formidabile che dovremo perfezionare e che dovrà essere a disposizione dei gruppi dirigenti, degli organismi eletti democraticamente, che potranno valutare caso per caso. Un partito vero non è riducibile a un notaio con un regolamento in mano, deve valutare politicamente e dal basso, dagli organismi dirigenti che il territorio si è dato.

 

Dall’altro lato, dopo la sconfitta del candidato democratico Boccia contro Vendola c’è però chi pensa che le primarie favoriscano i populismi. Si è parlato di un Pd vittima del “berlusconismo rosso”…

 

Il problema è che stiamo chiamando con il nome primarie cose diverse: in alcuni casi infatti possono suscitare una primavera, espandendo meccanismi di partecipazione, in altri casi agli occhi dei cittadini rappresentano soltanto una resa dei conti interna. Possono essere una cosa meravigliosa come un danno, per questo sono uno strumento da affidare alla valutazione politica e non una premessa.

 

In questi mesi i commentatori politici hanno parlato di un partito ancora a “sovranità limitata”, poco impermeabile alle influenze esterne. Cosa ne pensa?
 

 

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COMMENTI
02/02/2010 - Piccolo politico (Alberto Pennati)

Mi sembra che come politico questo Bersani sia veramente di basso livello. Berlusconi, dopo l'attentato, ha teso la mano al Pd, offrendogli la possibilità di impostare un dialogo più sereno; ha scelto di andare ancora una volta con l'idv, esperto di bassezze.

 
02/02/2010 - Il parlent...mais les faits? Bersani pour parler! (Francesco Giuseppe Pianori)

Perché Bersani parla sempre al futuro? Sono 62 anni che il suo partito governa, domina e opprime in Emilia-Romagna e non si è mai visto nulla di quello che il nostro piacentino propone a chiacchiere. Il PD di Bersani è identico al PCI di Togliatti. "Medico cura te stesso" Fa' vedere in casa tua quello che proponi come ricetta per tutta l'Italia! La realtà purtroppo è un'altra e la propaganda che asfissia da anni la nostra comunità civile emiliano-romagnola vuole ancora farla da padrona. Meno chiacchiere e più fatti. Modello Emilia-Romagna? No, grazie. Non fumo!

 
02/02/2010 - b versus B (sandra fei)

"Non dobbiamo presentarci agli italiani con le nostre divisioni e i nostri problemi, ma concentrarci su quelli del centrodestra". Mi sembra che questa frase, ahimé, la dice lunga. Ho sempre pensato che una buona opposizione, al servizio del paese (come chi governa), dovrebbe occuparsi di analizzare i problemi reali del paese e proporre soluzioni. Centrare la politica di opposizione sui problemi della coalizione di governo (e in particolare sul suo leader) non è buono né per il paese né per la democrazia. Un'opposizione debole o nascosta fa piacere a chi governa. Un'opposizione inconsistente, che trova la sua forza, non nel fare o nel proporre, non in esempi di buon governo locale, ma nelle apparenti debolezze (soprattutto personali) della maggioranza, è un'opposizione che non fa bene né a chi governa né al paese in generale. In tutta l'intervista non c'è un cenno a cosa abbia intenzione di fare la sinistra, a cosa propone o a cosa vorrebbe vedere realizzato per il bene del paese. Triste, molto triste! Dov'è l'alternativa? E dove la garanzia democratica? In un periodo di crisi economica e politica italiana e mondiale (vedi gli insuccessi dello stesso Obama) c'è bisogno di più... e di meglio! Credo che la differenza, in questo momento tra il leader della destra e quello della sinistra, con tutti i difetti e gli errori che li caratterizzano, stia in una cosa sola: amare gli italiani e l'Italia. Berlusconi, a modo suo, ha dimostrato di saper amare l'Italia e gli italiani.

 
02/02/2010 - Bersani Comunista-Ulivista (Marino Gerardo)

In merito a ciò che dice Bersani, non mi sembra che il partito goda di buona salute per una serie di motivi: - è vero ha usato lo strumento delle primarie solo in alcune regioni. Non si spiega perchè lo ha usato in Puglia (per far fuori Vendola) e non l' ha usato nel Lazio (dove c'era il caos più totale dopo il caso Marrazzo); -Ha dovuto subire l' out-out sulla candidatura Bonino (o ti allinei, oppure io vado da sola lo stesso). -Caso Campania. Hanno scelto De Luca, come nel 2006 scelsero Veltroni dopo l' esperienza Prodi. Sono consapevoli che in Campania la partita è persa, a causa di 17 anni di cattivissima gestione di Bassolino e adesso puntano sul loro migliore uomo in questa regione (De Luca), con due obbiettivi: 1) fare una discreta figura, raccogliendo quanti più voti possibili. De Luca farà una gran bella figura, in quanto paradossalmente gode più consensi nel centro-destra che nel centro-sinistra (basti vedere le reazione da Idv&Co dopo la sua scelta) ma non riuscirà assolutamente a vincere; 2) bruceranno De Luca (in quanto non vincerà). Certamente l' esito delle elezioni è da vedere a livello generale perchè ci sono alcune regioni dove la partita è in bilico/aperta(Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia). Sono convinto di una cosa che queste elezioni hanno una valenza politica, in quanto serviranno a capire come potrebbe essere lo scenario nel 2013...C'è un dato secondo me allarmante di queste elezioni la riproposizione di un restyling modello Ulivo con Casini.....