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Politica

SCENARIO/ Sacconi: fisco e giustizia, le riforme del dopo-elezioni con Bersani

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Da un lato c’è sicuramente un sovraccarico di responsabilità sulla figura del premier, da questa constatazione è nato il mio appello a una maggiore responsabilità di tutti. Sul tema dell’eredità della leadership dico solo che c’è un’antica regola della politica secondo cui ogniqualvolta si evoca un’alternativa o una successione si indebolisce la leadership in atto, tra l’altro ancora assolutamente vitale e dinamica.

Il Pdl è un partito giovane in passato definito da qualche suo autorevole esponente una “monarchia” o addirittura una “caserma”. A che punto è il suo processo di democratizzazione interna e di radicamento?


Le straordinarie condizioni nelle quali è intervenuta l’iniziativa politica di Berlusconi hanno determinato certamente lo svilupparsi di un fenomeno leaderistico (in parte paragonabile a quello di De Gaulle per il riscatto della Francia), che gli altri movimenti hanno poi imitato. Questa leadership ha avuto fin da subito al suo interno delle regole interne che si sono nel tempo affinate. Oggi constatiamo che quando si sono riaffermati eccessivi meccanismi di tipo tradizionale non sempre si è giunti a risultati positivi, basti pensare alla scelta delle candidature.
Per quanto riguarda la democrazia interna, il Pdl deve essere un movimento politico maturo capace di votare sulle grandi opzioni, prima che sugli uomini.

Cosa intende?

Uno dei compiti principali della leadership popolare a cui facevo riferimento prima è quello di sollecitare i valori già presenti nella nostra comunità nonostante i continui tentativi di annichilimento: l’accoglienza, il rispetto e la protezione della vita dal concepimento fino alla sua morte naturale, veri presupposti del vitalismo sociale. Questi sono i valori fondamentali di quella che chiamo “laicità adulta”, largamente condivisa all’interno del nostro partito. Le divergenze sono rispettabili, ma è anche bene verificarne il loro peso.

Proprio a questo proposito, è appena passato un anno dalla morte di Eluana Englaro. A che punto siamo a livello legislativo?

Occorre intervenire per colmare un vuoto normativo nel quale la magistratura ha ritenuto di intervenire regolando ciò che nessuna legge e nessun principio costituzionale avrebbero consentito. Possiamo fortunatamente constatare che durante quest’anno non un cittadino italiano parente prossimo di una persona in stato vegetativo persistente ha rivolto a un magistrato la stessa richiesta. La rinuncia all’intervento significherebbe però accettare uno spazio vuoto nel quale, come ieri anche domani, potrebbe intervenire un magistrato.

A livello di tempistiche quando si potrà, secondo lei, colmare questo vuoto legislativo?

 

 
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COMMENTI
24/02/2010 - Ancora qualche domanda all’on Sacconi (Giuseppe Crippa)

La stima che porto all’On. Sacconi fa sì che l’invito da lui rivolto agli elettori UdC (sono tra questi da anni) a non votare Mercedes Bresso in Piemonte, in quanto “Il suo percorso politico è infatti la negazione più totale di quei valori ai quali dice di ispirarsi l’Udc” meriti qualche interrogativo. Sacconi, a mio avviso, guarda al passato e nega alla Bresso qualsiasi possibilità di cambiare. La Bresso ha sottoscritto con l’UdC un Patto di Programma che si potrebbe sintetizzare così: “L’azione legislativa e amministrativa regionale sarà ispirata ai principi della centralità della persona, della sussidiarietà orizzontale e verticale, della solidarietà. Fra le priorità individuate nel patto di programma ci sono la famiglia, la salute, il lavoro, lo sviluppo economico con una forte attenzione alle infrastrutture e alla Piccola media impresa, l’energia, l’ambiente, l’agricoltura”. Forse che Sacconi non condivide obiettivi come questi? Ritiene la Bresso bugiarda? Pronta a sottoscrivere qualsiasi cosa pur di vincere? Comunque incapace di realizzare cose lontane dalla sua sensibilità? E ritiene (lui socialista che di queste cose ne ha certo viste molte) l’UdC disposta a tutto pur di partecipare al potere? Mi auguro che l’UdC piemontese abbia modo di convincerlo del contrario. Io comunque non sono piemontese, quindi non potrò accogliere l’invito formulato dal Ministro Sacconi, al quale vanno i miei migliori auguri per il buon lavoro che sta portando avanti.