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SCENARIO/ Sacconi: fisco e giustizia, le riforme del dopo-elezioni con Bersani

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Ci sono tutte le condizioni, anche se sarà il Parlamento nella sua sovranità a decidere, per poter arrivare alla terza lettura entro la prossima estate. In merito a queste questioni vorrei però rivolgere un appello agli elettori dell’Udc affinchè penalizzino alcune  scelte opportunistiche del proprio partito come l’appoggio a Mercedes Bresso in Piemonte. Il suo percorso politico è infatti la negazione più totale di quei valori ai quali dice di ispirarsi l’Udc.

Passando al tema più ampio delle riforme. Archiviate le Regionali il Paese si troverà nella condizione inusuale di tre anni senza elezioni. È possibile sperare che le pulsioni elettoralistiche rientrino e si passi dalla gestione delle emergenze ai cambiamenti strutturali?


Certamente sì, le priorità che ho ultimamente indicato sono: fisco, credito, giustizia, educazione e formazione e più in generale nuove regole della responsabilità e della sussidiarietà. Su questi temi mi auguro che Bersani e il Pd abbandonino la propaganda del popolo viola e smettano di inseguire piccole borghesie frustrate e grandi borghesie opportunistiche nella logica dello sfascio del Paese. 

Qual è il suo bilancio in materia di welfare del lavoro fatto fin qui e quali sono gli obiettivi da qui alla fine della legislatura ?


Abbiamo avvertito il bisogno di indicare i valori e la visione di un nuovo modello sociale, in termini quanto più condivisi attraverso un Libro verde e una consultazione pubblica, le cui indicazioni si sono tradotte in un Libro bianco. Un’operazione che è andata in parallelo a numerosi interventi sul nostro modello sociale. L’ultimissima in questo senso è l’accordo tra Stato, regioni e parti sociali sulle nuove linee guida in materia di formazione. Lo stesso commissariamento della sanità meridionale è stato avviato in coerenza con quel Libro bianco nel quale si dice che i servizi socio sanitari devono integrarsi con quelli assistenziali. Il Libro bianco insomma continua a dare la visione alle azioni che si svolgono.

Riguardo alle pensioni, è possibile innalzare l’età pensionabile? Vittorio Feltri ha invitato il governo a innalzarla all’età di 65 anni. Cosa ne pensa?

L’età pensionabile è stata recentemente innalzata da una decisione del Parlamento che ha approvato la proposta del governo secondo la quale a partire dal 2015 l’età della pensione si collega strettamente alle aspettative di vita e si alza dove questa si alzi. Un intervento che si collega all’entrata in vigore di quei coefficienti di trasformazione già disegnati dalla Legge Biagi che però erano sempre stati rinviati. Coefficienti di trasformazione e allungamento dell’età di pensione collegati entrambi alla aspettativa di vita tendono a neutralizzare l’effetto sul regime previdenziale dell’invecchiamento. Se si vuole invece alzare l’età delle donne io non sono d’accordo.

Per quale motivo?


Le donne sono ancora fortemente escluse dal mercato del lavoro e non possono avere percorsi continui che consentano loro di accumulare l’anzianità contributiva. In futuro questo problema andrà affrontato, ma sempre condizionato alla crescita dei tassi di occupazione femminili e in accordo agli obiettivi del processo di Lisbona.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
24/02/2010 - Ancora qualche domanda all’on Sacconi (Giuseppe Crippa)

La stima che porto all’On. Sacconi fa sì che l’invito da lui rivolto agli elettori UdC (sono tra questi da anni) a non votare Mercedes Bresso in Piemonte, in quanto “Il suo percorso politico è infatti la negazione più totale di quei valori ai quali dice di ispirarsi l’Udc” meriti qualche interrogativo. Sacconi, a mio avviso, guarda al passato e nega alla Bresso qualsiasi possibilità di cambiare. La Bresso ha sottoscritto con l’UdC un Patto di Programma che si potrebbe sintetizzare così: “L’azione legislativa e amministrativa regionale sarà ispirata ai principi della centralità della persona, della sussidiarietà orizzontale e verticale, della solidarietà. Fra le priorità individuate nel patto di programma ci sono la famiglia, la salute, il lavoro, lo sviluppo economico con una forte attenzione alle infrastrutture e alla Piccola media impresa, l’energia, l’ambiente, l’agricoltura”. Forse che Sacconi non condivide obiettivi come questi? Ritiene la Bresso bugiarda? Pronta a sottoscrivere qualsiasi cosa pur di vincere? Comunque incapace di realizzare cose lontane dalla sua sensibilità? E ritiene (lui socialista che di queste cose ne ha certo viste molte) l’UdC disposta a tutto pur di partecipare al potere? Mi auguro che l’UdC piemontese abbia modo di convincerlo del contrario. Io comunque non sono piemontese, quindi non potrò accogliere l’invito formulato dal Ministro Sacconi, al quale vanno i miei migliori auguri per il buon lavoro che sta portando avanti.