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SCENARIO/ Sacconi: fisco e giustizia, le riforme del dopo-elezioni con Bersani

Pubblicazione:martedì 23 febbraio 2010

sacconi_primopianoR375_29giu09.jpg (Foto)

«Il 2010 è un anno decisivo. L’Italia e l’Europa intera si trovano davanti a un bivio e devono necessariamente scegliere se imboccare la strada della ripartenza e della crescita o quella del declino inesorabile» ammette Maurizio Sacconi a ilsussidiario.net. Un momento storico cruciale, secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che richiama la politica alle proprie responsabilità nel governare i cambiamenti e nell’elaborare una chiara visione di lungo periodo.

Ministro, quali passi permetteranno all’Europa di imboccare la strada della crescita?

L’Europa è minacciata dal pericolo di quello che è stato definito “rattrappimento baltico”, nella recente analisi di De Michelis. Uno sviluppo contenuto, concentrato attorno alla portualità del Baltico che potrebbe intercettare flussi commerciali tendenzialmente destinati a muoversi sopra la nostra testa. La ripartenza passa invece da una prospettiva diversa, quella di solide relazioni paneuropee, dall’integrazione dell’Europa continentale con la Russia e dall’assunzione di una forte dimensione mediterranea.

Quale sarebbe il ruolo dell’Italia in questa seconda ipotesi?


Il Mediterraneo può diventare la quarta economia mondiale emergente dopo India, Cina e Brasile. L’Europa, perciò, può favorire questa prospettiva preparandosi a dividerne i dividendi.
Nell’attesa di decisioni condivise, l’Italia fa bene a muoversi autonomamente e a tessere relazioni politiche e commerciali. Il nostro Paese deve proporsi come baricentro di una prospettiva di sviluppo e non più come periferia della vecchia Europa. Il Mezzogiorno può diventare la piattaforma avanzata dell’Unione, l’Adriatico il ponte tra i flussi che dal Sud si muovono verso l’Europa, mentre il Nordest può confermare la propria importanza a livello logistico e produttivo.
Certo, affrontiamo queste sfide con i vincoli del nostro debito, un circuito mediatico-giudiziario che si è rimesso in moto e un diffuso nichilismo, portato avanti da borghesie egoiste che tendono a lucrare dalle difficoltà delle persone.

Lei pochi giorni fa ha invitato la maggioranza a una maggiore “leadership collettiva”. Si è forse aperto un problema di leadership dell’esecutivo per poter affrontare sfide così impegnative?


Ho fatto appello a una leadership collettiva perché oggi una leadership chiara c’è ed è quella di Silvio Berlusconi, che ha avuto il merito di ricostruire una politica popolare dopo che questa era stata annichilita non solo dai propri errori, ma da un vero e proprio colpo di stato giudiziario. È giunto però il momento che chi collabora condivida fatiche e responsabilità, rafforzando una leadership popolare e non populista, delegata dal popolo.

I giornali parlano però di una certa insoddisfazione del premier verso il proprio partito e della tentazione di riazzerare tutto dopo le Regionali. Sembra infatti che ci sia più di un esponente del Pdl che questa leadership voglia ereditarla più che condividerla…

 

 
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COMMENTI
24/02/2010 - Ancora qualche domanda all’on Sacconi (Giuseppe Crippa)

La stima che porto all’On. Sacconi fa sì che l’invito da lui rivolto agli elettori UdC (sono tra questi da anni) a non votare Mercedes Bresso in Piemonte, in quanto “Il suo percorso politico è infatti la negazione più totale di quei valori ai quali dice di ispirarsi l’Udc” meriti qualche interrogativo. Sacconi, a mio avviso, guarda al passato e nega alla Bresso qualsiasi possibilità di cambiare. La Bresso ha sottoscritto con l’UdC un Patto di Programma che si potrebbe sintetizzare così: “L’azione legislativa e amministrativa regionale sarà ispirata ai principi della centralità della persona, della sussidiarietà orizzontale e verticale, della solidarietà. Fra le priorità individuate nel patto di programma ci sono la famiglia, la salute, il lavoro, lo sviluppo economico con una forte attenzione alle infrastrutture e alla Piccola media impresa, l’energia, l’ambiente, l’agricoltura”. Forse che Sacconi non condivide obiettivi come questi? Ritiene la Bresso bugiarda? Pronta a sottoscrivere qualsiasi cosa pur di vincere? Comunque incapace di realizzare cose lontane dalla sua sensibilità? E ritiene (lui socialista che di queste cose ne ha certo viste molte) l’UdC disposta a tutto pur di partecipare al potere? Mi auguro che l’UdC piemontese abbia modo di convincerlo del contrario. Io comunque non sono piemontese, quindi non potrò accogliere l’invito formulato dal Ministro Sacconi, al quale vanno i miei migliori auguri per il buon lavoro che sta portando avanti.