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Politica

SCENARIO/ Zanon: così Berlusconi può ridare alla politica lo spazio che le hanno tolto i pm

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Il problema è duplice. Un conto sono le intercettazioni diffuse in violazione del segreto istruttorio. Non sembra questo il caso perché quelle che leggiamo in questi giorni sono state rese pubbliche una volta eseguiti gli arresti. Ma in molti altri casi è successo che venissero pubblicate nel corso dell’indagine, quando c’era ancora il segreto investigativo. Non biasimo i giornalisti, che fanno il loro mestiere.

 

Allora dove sta il punto?

 

Mi sorprende il fatto che della violazione di un segreto istruttorio connessa alla pubblicazione illecita di un’intercettazione non sia mai stato incriminato nessuno. Sarà un’osservazione banale, ma occorre rifletterci. Coloro che possono averle fornite ai giornalisti si contano sulle dita di una mano: sono quelli che le hanno eseguite e il pm che le ha disposte. Sulla pubblicazione, dunque, basterebbe applicare seriamente le norme che ci sono.

 

E della riforma delle intercettazioni che ha in mente di fare la maggioranza, cosa pensa?

 

Penso che si debba consentirne l’utilizzo perché sono uno strumento investigativo importante, spesso irrinunciabile. Ma non le intercettazioni «a strascico», in cui cioè si ascolta tutto perché qualcosa che serve si trova sempre. La soluzione sta probabilmente in un limite all’utilizzo in casi particolari delle forme vigenti.

 

L’attuale progetto di legge dispone che l’intercettazione è utilizzabile quando c’è già un forte indizio di colpevolezza.

 

Il che vorrebbe dire che dovrei aver utilizzato gli strumenti tradizionali di indagine e l’intercettazione a conferma. Potrebbe essere una soluzione. Occorre però tener ben saldo il principio. O si ritiene che debba prevalere il diritto alla riservatezza nelle comunicazioni, e che questo diritto tutelato nella Costituzione prevalga sulle esigenze di ricerca e di persecuzione dei reati, o si parte dall’assunto contrario. Probabilmente siamo partiti - nella pratica - dall’assunto contrario. E un certo diritto alla privacy è stato probabilmente sacrificato.

 

Deve prevalere la sicurezza pubblica dei cittadini o il diritto individuale?

 

Trattandosi di beni che hanno entrambi un enorme valore, nessuno dei due deve essere cancellato dalla soluzione finale. Ma il bilanciamento è una cosa difficile e va fatto con molta attenzione. Probabilmente un certo rispetto in più della privacy non farebbe male. Se la pubblicazione vìola il segreto, va perseguita. Se non lo fa, è affidato alla deontologia del giornalista capire che mettere in piazza vicende del tutto private e prive di rilievo penale può distruggere le persone e le famiglie.

 

Berlusconi ha parlato di norme anticorruzione e di depurazione delle liste. Un ddl è atteso venerdì in Consiglio dei ministri.

 

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