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SCENARIO/ Fusione fallita tra Fi e An? Berlusconi si gioca la tripla

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«Che sta pensando quiz», era il tormentone di una vecchia trasmissione, ricorderete. Ecco, che cosa sta pensando Silvio Berlusconi per il suo partito del futuro? Chi fa cosa, e lui stesso che cosa si candida a diventare, dopo le Regionali, nel secondo scorcio di legislatura che da sempre si profila più tormentato e agitato? Ognuno disegna scenari, raccoglie sfoghi privati del Cavaliere, alle prese con un’indigestione da listini che avrebbe preferito evitarsi. Ma invece gli tocca, in un partito "leggero" finché" si vuole, ma che i nomi alla fine - e sono tanti in queste ore quelli in ballo - li deve pur fare.

In realtà, chi guarda da vicino, ma con più disincanto, le mosse di Berlusconi spiega che, in realtà, lui si sta giocando la tripla.

Uno: un nuovo "predellino", nuova chiamata a raccolta per sparigliare i «gruppi di potere» (come lui stesso li ha definiti), della serie: chi ci sta ci sta. E via, in tal caso, con un coordinatore unico nella convinzione che l’attuale sistema elettorale renda temeraria la corsa solitaria fuori dal partito guida nel ruolo in cui già Bossi è insediato stabilmente. O addirittura impossibile quella fuori dalla coalizione, dove già Casini (non essendo stato annientato, come Rifondazione) presidia il territorio di mezzo usufruendo di una rendita di posizione sul partito degli altrimenti astensionisti.

Due: Un patto a due con Gianfranco Fini per coprirsi le spalle con il Quirinale e la Consulta, visti i precedenti, e gestire insieme uno sbocco "istituzionale" per il suo impegno politico, immaginando di piazzare Gianni Letta o sé stesso al Quirinale. Ics, infine: tutto resta tale e quale, con tre coordinatori Verdini, Bondi e La Russa, al massimo con un maggiore coinvolgimento dei finiani-finiani (Italo Bocchino) e del gruppo di Rete Italia, che vanta ampi riferimenti nel governo e nella base del partito, ma non altrettanto nel gruppo dirigenziale, fatta eccezione per Bondi, che però appare in questo momento un po’ stretto fra lo strapotere di Verdini e il potere di veto di La Russa.

 

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COMMENTI
25/02/2010 - Stato di polizia (girlando infurna)

E’ giusto che le forze dell’ordine ci tengano sotto controllo,perché ci devono difendere da certi elementi distruttivi e le forze dell’ordine devono indagare, sapere chi sei, che fai,come hai fatto a fare tutti quei soldi, se l’hai rubati oppure sudati con fatica.Tu hai paura, perché?A me se le forze dell’ordine mi mettono il telefono sotto controllo,non mi dispiace,anzi mi sento più sicuro e protetto.Io non ho segreti da nascondere,quindi se parlo al telefono non ho problemi A te barzellettiere vengono a mettere le bombe sotto casa, tu non parli, che fanno le forze dell’ordine?Ti mettono sotto controllo anche le mutande,indagano fanno il loro lavoro e lo devono fare anche con scarsi mezzi e con basso stipendio. Sicuramente sono più eroi di certi individui che frequenti,difendi ed elogi.Le forze dell’ordine oneste sono Patrimonio dell’Umanità e proteggono anche certi esseri che non meritano.Chi ruba è un ladro (parole di Fini)Dice il premio Nobel Dario Fo che questo è un mondo di m...a, io dico che sono alcuni mondaroli sono di m...a. Basta sentire il barzellettiere, gli danno fastidio le intercettazioni telefoniche, addirittura vuole fare una dimostrazione popolare contro questa legge, assieme al ministro(non ricordo il nome) quella che quando si siede, ci fa vedere le mutandine. Ah!! Ora mi ricordo!! La Brambilla! Ai ROS non importa nulla se due amanti si telefonano per darsi un appuntamento, ma si interessano ai furbacchioni “ladri che rubano”.