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SCENARIO/ Zanon: ecco perché il legittimo impedimento conviene anche a Bersani e Di Pietro

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Credo che anche alcuni parlamentari di opposizione lo considerino come il male minore o come una scelta non irragionevole per mettere fuori dall’ordine del giorno le solite questioni che riguardano il presidente del Consiglio.

 

Fino all’altro giorno è stata polemica sul processo breve. Anche il legittimo impedimento sarà così controverso?

 

Qui tocchiamo la razionalità della norma. Se dovesse diventare legge con l’approvazione del Senato, questo renderebbe poi meno drammatico il problema del processo breve con riferimento alle norme transitorie.

 

Si spieghi.

 

La norma sul processo breve ha una parte che si rivolge al futuro e dice: i processi d’ora in avanti dovranno avere una durata prestabilita. È difficile non essere d’accordo, anche se i problemi non sono automaticamente risolti. La durata prefissata porterà uno sforzo considerevole di tutti gli attori perché il processo breve sia anche un processo giusto, ma c’è l’eventualità che un processo a tempi serrati possa risolversi nel modo peggiore per le garanzie difensive: il giudice, per esempio, potrebbe essere indotto ad un atteggiamento molto più severo perché ha l’esigenza di chiudere. Ma ogni vera riforma ha sempre dei nodi da risolvere.

 

A scatenare le polemiche però è stato il colpo di spugna sui processi in corso.

 

Infatti. La parte della norma sul processo breve contenente le norme transitorie, cioè l’applicazione ai processi in corso, cade come una mannaia sui processi ancora pendenti, mandando all’aria il lavoro processuale già svolto. Sappiamo benissimo qual è il problema: tutelare il presidente del Consiglio nei suoi processi, trasformando però il suo problema personale in una questione più generale.

 

Ora invece con il legittimo impedimento?

 

Il provvedimento approvato ieri «scopre» il gioco. Se il problema dei processi al premier viene risolto con il legittimo impedimento, cade l’esigenza di approvare norme transitorie nel processo breve concepite ad personam. Questo consente di rendere migliore anche la legislazione sul processo breve, che ora può essere limato e reso più ragionevole in molte parti, facendone un testo tutto sommato largamente condivisibile. Qui termina il livello prettamente «politico» della questione.

 

Spostiamoci allora a quello più istituzionale.

 

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COMMENTI
05/02/2010 - Teoria della relatività (Pasquale Incoronato)

Caro Piero Orru, purtroppo, forse peccando di presunzione, ha confuso la teoria della relatività ristretta con con quella generale, che comprende anche le forze gravitazionali. Proprio queste forze gravitazionali, forze di natura tuttora oscura, non avendo la scienza isolato il gravitone, esercitano la loro azione sulla Politica, relativizzando, a secondo della carica ricoperta dall'imputato, le funzioni attribuite dalla Costituzione alla Magistratura. Ricordandole che le osservazioni da Lei fatte su questa Istituzione della Repubblica, possono essere rivolte con lo stesso criterio da Lei usato a tutte le "caste", da quella dei Parlamentari a quella dei Professori Universitari, la ringrazio di aver riconosciuto nel mio commento la vena del sarcasmo: di queste cose non si può ridere. In ultimo, La pregerei di rispondere ai commenti senza dare all'interlocutore una veste preconfezionata (odio,ignoranza, qualunquismo,giustizialismo). Questi abiti non li indosso, mi piace vestire con personalità. E le confesso che un foulard Viola lo porto volentieri. Ricambio gli Auguri. Pasquale Incoronato, Berlino

 
05/02/2010 - Zanon e la relatività?! (Orru Piero)

Caro Pasquale Incoronato da Berlino il limite del suo sarcastico commento sta nel non sapere assolutamente niente di Einstein e della teoria della relatività e poco anche di politica e di diritto. E' evidente la sua avversione a Berlusconi e questo, se tiene veramente alla giustizia, dovrebbe indurlo a maggiore prudenza! A me sembra, dal suo concetto astratto di uguaglianza, che ella faccia finta di credere che la magistratura italiana viva nel mondo delle idee universali platoniche di Giustizia, Uguaglianza, Bene, Verità etc. Prima di tutto i magistrati sono una casta che pensa al proprio portafoglio ed al mododi renderlo intangibile e se possibile incrementarlo: l'ultima preoccupazione è quella di rendere giustizia al cittadino comune: povero davvero, il povero diavolo chi ha a che fare con la Giustizia Italiana! La connivenza tra politica e magistratura è finita ai tempi di tangentopoli quando il legislatore pose fine alla possibilità che i magistrati avevano di fare arbitrati privati, milionari e persino miliardari, nelle dispute tra le grosse aziente in conflitto ed in altri mille casi! per questo iniziò la resa dei conti tra classe politica e casta giudiziaria sempre e costantemente impunita! il legittimo impedimento è un'esigenza per porre un limite al potere assolutodi inflenzare, in modo indebito l'azione del governo e l'attività legilativa! Meno odio e meno passione giustizialista e più pazienza per attendere che le cose cambino per volontà popolare!Auguri

 
04/02/2010 - Teoria della relatività (Pasquale Incoronato)

Sig. Zanon, ci sarebbero una moltitudine di contestazioni da fare sull'intervista che lei ha rilasciato. Mi limito solo alla più grave. Lei introduce la "teoria della relatività" nella giustizia italiana. Se un giudice processa e giudica un normale cittadino incolpato di corruzione e falso, fa il suo lavoro. Se quello stesso giudice processa e "cerca" di giudicare il cittadino Berlusconi, diventa un Guerriero della Magistratura. È tutto relativo a chi si processa. Bravo, di sicuro anche il simpatico Einstein le farebbe un complimento. Pasquale Incoronato, Berlino