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SCENARIO/ Zanon: ecco perché il legittimo impedimento conviene anche a Bersani e Di Pietro

Pubblicazione:giovedì 4 febbraio 2010

votazione_impedimentoR375.jpg (Foto)

 

Su questo piano il legittimo impedimento consente a chi è investito di funzioni pubbliche di adempiere il suo mandato senza essere distratto da impegni giudiziari, ma al tempo stesso lo fa con una norma transitoria; una legge-ponte ordinaria che può essere considerata meno in contrasto con la Costituzione proprio in quanto transitoria, in attesa di una copertura di rango costituzionale.

 

Per l’opposizione il legittimo impedimento viola la sentenza della Consulta sul lodo Alfano; è così?

 

No, sono due cose completamente diverse. La violazione della sentenza sul lodo Alfano si avrebbe in caso di riproposizione della norma dichiarata incostituzionale nella sostanza. Ora non c’è più una sospensione ex lege sia pure temporanea del processo per la durata del mandato, ma un legittimo impedimento che viene certificato e allegato. La stessa Corte, se ne venisse investita, la dovrebbe considerare come una questione nuova.

 

C’è dunque secondo lei il rischio di un altro ricorso alla Consulta?

 

Sa, i processi a Berlusconi non mancano. Immaginiamo che la legge venga approvata e che il premier se ne serva alla prima occasione. Se il giorno dopo venisse sollevato un dubbio di costituzionalità, difficilmente la Corte si affretterebbe a calendarizzare in tempi brevissimi, proprio perché la legge ha una durata temporanea di 18 mesi e la Consulta deciderebbe ragionevolmente di vedere cosa fa il Parlamento, aspettando l’esame della fonte superiore, cioè del lodo Alfano costituzionalizzato. Come dicevo, il legittimo impedimento è ben costruito proprio in quanto norma transitoria esplicitamente progettata nell’attesa di una copertura costituzionale.

 

Dunque c’è motivo di essere ottimisti, ai fini della stabilità politica?

 

Direi di sì, ma come sappiamo la politica non smette mai di stupire. Il progetto complessivo è razionale, ma alle parole devono seguire i fatti. Se non andasse in porto, tutto potrebbe cambiare e la Corte potrebbe anche non aspettare. Intanto dopo le elezioni regionali, non prima, dovrebbe iniziare il suo cammino il lodo costituzionale. Vedremo.

 

(Federico Ferraù)

 

 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/02/2010 - Teoria della relatività (Pasquale Incoronato)

Caro Piero Orru, purtroppo, forse peccando di presunzione, ha confuso la teoria della relatività ristretta con con quella generale, che comprende anche le forze gravitazionali. Proprio queste forze gravitazionali, forze di natura tuttora oscura, non avendo la scienza isolato il gravitone, esercitano la loro azione sulla Politica, relativizzando, a secondo della carica ricoperta dall'imputato, le funzioni attribuite dalla Costituzione alla Magistratura. Ricordandole che le osservazioni da Lei fatte su questa Istituzione della Repubblica, possono essere rivolte con lo stesso criterio da Lei usato a tutte le "caste", da quella dei Parlamentari a quella dei Professori Universitari, la ringrazio di aver riconosciuto nel mio commento la vena del sarcasmo: di queste cose non si può ridere. In ultimo, La pregerei di rispondere ai commenti senza dare all'interlocutore una veste preconfezionata (odio,ignoranza, qualunquismo,giustizialismo). Questi abiti non li indosso, mi piace vestire con personalità. E le confesso che un foulard Viola lo porto volentieri. Ricambio gli Auguri. Pasquale Incoronato, Berlino

 
05/02/2010 - Zanon e la relatività?! (Orru Piero)

Caro Pasquale Incoronato da Berlino il limite del suo sarcastico commento sta nel non sapere assolutamente niente di Einstein e della teoria della relatività e poco anche di politica e di diritto. E' evidente la sua avversione a Berlusconi e questo, se tiene veramente alla giustizia, dovrebbe indurlo a maggiore prudenza! A me sembra, dal suo concetto astratto di uguaglianza, che ella faccia finta di credere che la magistratura italiana viva nel mondo delle idee universali platoniche di Giustizia, Uguaglianza, Bene, Verità etc. Prima di tutto i magistrati sono una casta che pensa al proprio portafoglio ed al mododi renderlo intangibile e se possibile incrementarlo: l'ultima preoccupazione è quella di rendere giustizia al cittadino comune: povero davvero, il povero diavolo chi ha a che fare con la Giustizia Italiana! La connivenza tra politica e magistratura è finita ai tempi di tangentopoli quando il legislatore pose fine alla possibilità che i magistrati avevano di fare arbitrati privati, milionari e persino miliardari, nelle dispute tra le grosse aziente in conflitto ed in altri mille casi! per questo iniziò la resa dei conti tra classe politica e casta giudiziaria sempre e costantemente impunita! il legittimo impedimento è un'esigenza per porre un limite al potere assolutodi inflenzare, in modo indebito l'azione del governo e l'attività legilativa! Meno odio e meno passione giustizialista e più pazienza per attendere che le cose cambino per volontà popolare!Auguri

 
04/02/2010 - Teoria della relatività (Pasquale Incoronato)

Sig. Zanon, ci sarebbero una moltitudine di contestazioni da fare sull'intervista che lei ha rilasciato. Mi limito solo alla più grave. Lei introduce la "teoria della relatività" nella giustizia italiana. Se un giudice processa e giudica un normale cittadino incolpato di corruzione e falso, fa il suo lavoro. Se quello stesso giudice processa e "cerca" di giudicare il cittadino Berlusconi, diventa un Guerriero della Magistratura. È tutto relativo a chi si processa. Bravo, di sicuro anche il simpatico Einstein le farebbe un complimento. Pasquale Incoronato, Berlino