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SCENARIO/ Casini scarica Berlusconi e studia da leader della sinistra

Pubblicazione:venerdì 5 febbraio 2010

CasiniConvegno_R375.jpg (Foto)



Il progetto di Bersani ha subito un grave arresto. È mancata una linea centrale forte nella scelta dei candidati e l’allargamento all’Udc, tranne che in Piemonte, è fallito. Detto questo, al momento non ci sono minoranze in grado di offrire ipotesi alternative.

Sembra però una minoranza agguerrita e composita: Chiamparino è stato protagonista di un attacco diretto a Bersani, con la proposta di rifare tutto e di costruire un “nuovo Ulivo”, parallelamente Prodi torna sulla scena…

La realtà è che Bersani non è riuscito a interrompere i processi di sfarinamento. Chiamparino e Cacciari portano avanti questa linea da tempo e tornano a farsi sentire. Escluderei però l’ipotesi di un ritorno in prima linea di Romano Prodi. La corsa alla leadership della coalizione di centrosinistra per le prossime politiche si è ufficialmente aperta. Ecco perché Bersani, pur avendolo escluso in passato, ha voluto precisare di non averci assolutamente rinunciato.

Chi saranno gli sfidanti?

Veltroni, l’unico che all’interno della minoranza Pd ha una strategia, lo stesso Chiamparino e Enrico Letta.

Un altro partito che prima o poi sembra costretto a scogliere le proprie ambiguità è l’Udc…

Più si avvicineranno le politiche e più dovrà decidere la propria collocazione. Alla fine lascerà aperto un solo forno, quello della trattativa secca con il Pd. Anche se Casini continua a rifiutare l’etichetta di “nuova Margherita”, anche a causa del proprio anti-leghismo il suo destino sembra proprio quello.



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COMMENTI
06/02/2010 - Contorsionismi. (Alberto Pennati)

Non credo occorra accampare scuse, tirando in ballo persino l'odio, per giustificare prese di posizione. L'Udc crede sia opportuno fare la politica dei "due forni" (uso questo termine per intendersi). Ho sempre considerato disdicevole questa tattica politica, semplicemente per il fatto che se una persona ha dei principi, delle idee, dei valori non è possibile ritrovarli indifferentente a sinistra e a destra (e quindi o sbagliava prima che era nel centro-destra oppure è errata la politica più recente). A me invece fanno molto pensare coloro che cambiano spesso nome; potrei dire che non hanno ben presente la propria identità. Beh, poi sulle "stesse facce", credo che l'on. Casini faccia politica da un bel pò di tempo, più di quanto la faccia, per esempio, Bossi. Infine, è una vera notizia che Berlusconi "sia costretto" a fare qualcosa da qualcun altro. Saluto cordialmente, e lo invito a meditare, il Sig. Crippa.

 
06/02/2010 - A proposito di forni… (Giuseppe Crippa)

Non concordo affatto sulla previsione di Caldarola riguardo al le future alleanze dell’UdC, e per la verità neppure sulla formulazione della domanda, che definisce “ambiguità” scelte ampiamente motivate ma purtroppo non comprese da chi concepisce il mondo soltanto come diviso tra amici e nemici. Che l’UdC sia in questo momento il partito più odiato dalla Lega – il partito presente da più tempo in Parlamento con lo stesso nome e le stesse facce – dovrebbe far pensare. Vedremo tra tre anni a che livelli arriverà questo odio e se la Lega riuscirà a costringere il PdL a chiudere il suo forno in faccia all’UdC.

 
05/02/2010 - Attenzione Casini! (Alberto Pennati)

Se veramente l'Udc dovesse scegliere di stare a sinistra, avrebbe stessa sorte dei "cattolici" andati subito da quella parte: alla fine, sparirebbe.