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APPELLO/ Cari Formigoni e Penati, vi spiego perché ci vuole un assessorato all’immigrazione

Lettera aperta di OTTO BITJOKA, presidente Fondazione Ethnoland, animatore degli Stati generali sull’immigrazione, indirizzata al prossimo Governatore della Lombardia

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Forse ai più il dato è sfuggito: in Lombardia sono circa quarantamila le imprese con titolare immigrato (l‘immigrato vale l’11 per cento del Pil lombardo). Per la maggior parte piccole realtà, dinamiche, propositive. Che fanno. E danno lavoro, anche a manodopera italiana. Un’esperienza positiva destinata a crescere. Un segnale confortante nella Regione cardine del sistema Paese.

Eppure, nonostante l’affermarsi di questo fenomeno, che ha contagiato in misura significativa tutte le regioni del Belpaese, l’immigrazione continua ad essere percepita quasi esclusivamente come un problema. Dove non è estranea la lettura ideologica, e quindi di corto respiro, delle forze politiche di entrambi gli schieramenti. Ne consegue che in prima pagina l’immigrato ci finisce solo quando la notizia è cattiva, pruriginosa, dal tipico sapore emergenziale e di ordine pubblico. Insomma, l’immigrato continua ad essere indicato ed additato come lo straniero. Mai come una risorsa possibile. Mai come parte della soluzione e dello sviluppo perché oggettivamente creatore di valore aggiunto per il Paese.

Domando al prossimo Governatore della Lombardia: si può continuare così? Possibile che le istituzioni e la politica non riescano a trasmettere con forza ai cittadini messaggi chiari e netti, e soprattutto rassicuranti, su temi di così grande rilevanza sociale ed economica?

Siamo in campagna elettorale, mancano due mesi al voto. Questo è il tempo della presentazione agli elettori del proprio programma di Governo.

 

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