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domenica 1 agosto 2010 Sant Alfonso Maria de Liguori - Ultimo agg.: 01/08/2010 01:45
 
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ELEZIONI/ 1. Formigoni: la mia rivoluzione da 36 euro che insegna la libertà all’Europa

lunedì 1 marzo 2010

La presentazione delle liste per le elezioni regionali è archiviata, anche se nel Lazio l'esclusione della lista provinciale di Roma del Pdl e le reciproche accuse che ne sono seguite agitano il quadro politico. A un mese dal voto ilsussidiario.net inizia il suo viaggio attraverso le principali regioni italiane interrogando i candidati presidenti sui temi della sussidiarietà, del federalismo, della vita e della famiglia. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia da tre mandati e candidato per il Pdl, discute con noi i risultati ottenuti, le criticità riscontrate e il suo nuovo programma.


Presidente, quale sarà il suo principale obiettivo se verrà rieletto?


Portare avanti la vera e propria rivoluzione, politica e amministrativa, cominciata 15 anni fa. Abbiamo iniziato a fare di Regione Lombardia la regione della persona, della famiglia e delle opportunità per tutti. Una regione che non si impone dall’alto, ma dialoga con le associazioni, le famiglie, le imprese e i comuni. La regione della sussidiarietà non soltanto annunciata, ma realizzata. La ragione del merito, nella quale conta la sfida che ognuno fa a se stesso, sia che si tratti di studenti, di lavoratori, o di immigrati che vogliono lavorare. Proseguendo su questa direzione sarà possibile rovesciare 300 anni di storia basati sullo “Stato padrone” che si impone ai cittadini invece di ascoltarli e aiutarli.


Quali sono i risultati più importanti ottenuti in questi 15 anni di governo?


Innanzitutto abbiamo “umanizzato” la sanità in Lombardia, dando alle persone il diritto di scegliere il medico e l’ospedale nel quale farsi curare. Abbiamo consegnato a tutti, anche ai cittadini non abbienti e nullatenenti, la possibilità di farsi ricoverare negli ospedali più prestigiosi, pubblici o privati. Gli ospedali privati, al costo di un milione e mezzo di vecchie lire al giorno, erano inaccessibili ai più, mentre oggi sono integralmente gratuiti per chiunque. Per questo la sanità lombarda attrae pazienti dalle altre regioni e accoglie quei “viaggi della speranza” che partono da tutta Italia. Per quanto riguarda la scuola, con il sistema della dote, abbiamo dato a 250.000 giovani e alle loro famiglie un sostegno economico per chi sceglie una scuola di qualità, garantendo così il principio della libertà di educazione.


A livello di infrastrutture e trasporti?


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COMMENTI
25/03/2010 - Nella duplice veste... (Francesco Giuseppe Pianori)

Nella duplice veste di "utente" e "operatore" della Sanità Emiliano-Romagnola, parlo ora SOLO come "paziente". A Rimini, se voglio curarmi, devo "o mangiare la minestra" del Sistema Sanitario Regionale "o saltare dalla finestra" e pagare tutto. Ottima alternativa!!! Che fare? Semplice: mi curo da solo. Così succede che, dopo un grave trauma (rottura del tendine del quadricipite destro), diagnosi errata, rimediata con ottimo intervento chirurgico, per le necessità di bilancio e di risparmio della mia Azienda, sono curato con dosi insufficienti di Clexane, data la mia "stazza", e giù una bella embolia polmonare bilaterale, curata con competenza e tanta "fortuna" da far gridare al miracolo. Dimesso dall'Ospedale, mi si concedono solo 10 terapie di riabilitazione (per ovvi motivi di risparmio) e passo l'estate al mare a curarmi da solo, camminando nell'acqua salata. Peccato che a soli 20 Km dalla Capitale del Turismo Europeo, una clinica privata (Montanari) usi da tempo un medicinale di nuova concezione per la prevenzione delle tromboembolie e non abbia più avuto casi a rischio di morte del paziente. L'AUSL di Rimini non ne fa uso, perché il costo è maggiore del Clexane e poi, tanto per essere curiosi, chissà se qualcuno ha più interesse a proporre il Clexane... Risultato: a casa da un anno e con ancora 8 mesi di lontananza dal lavoro... E il "risparmio"? Che sia davvero migliore il Sistema Sanitario Regionale Lombardo? Dopo una simile avventura romagnola, penso proprio di sì.

 
02/03/2010 - Dialogo? Sanità che funziona? (Pasquale Incoronato)

L'auto-celebrazione fatta in questa intervista è a dir poco sconcertante. La prima attenzione che un amministratore dovrebbe avere per i suoi cittadini, dovrebbe essere quella di migliorare la qualità della vita. La salute viene naturalmente al primo posto. Ma migliorare la salute pubblica non vuol dire, come Formigoni cerca di fare, aumentare la spesa pubblica in favore di ospedali, pubblici e privati (chi ci guadagna?), ma PREVENIRE l'insorgenza di malattie. Le mamme di Milano, quelle con figli asmatici, sofferenti a causa di allergie, quelle che hanno visto i loro figli morire di leucemia, quelle che hanno cercato il dialogo con le istituzioni, vogliono prevenzione, aria pulita, cibi che non siano appestati, vogliono sviluppo sostenibile e non capitalismo barbaro/padano. Cosa ha fatto l'amministrazione? I cittadini hanno bisogno di fatti e non di auto-celebrazioni. E i fatti si misurano con cifre. Citi le cifre e non i propositi camuffati da obiettivi raggiunti. P. Incoronato

 
01/03/2010 - Libertà anche nella scuola (Alessandro Giusti)

Presidente la ringrazio per quanto ha fatto in Lombardia e le auguro di poter fare quanto ha dichiarato. In particolare la ringrazio per aver "“umanizzato” la sanità in Lombardia, dando alle persone il diritto di scegliere il medico e l’ospedale nel quale farsi curare" .... è vero, ma allora manca una cosa ancora troppo importante per noi genitori !! Tra 5 anni vorrei poter leggere: "abbiamo "umanizzato" la scuola in Lombardia, dando alle famiglie il diritto di scegliere i docenti e l'istituto nel quale far crescere i propri figli". Grazie.

 
01/03/2010 - Formigoni for EU President (corrado mazzuzi)

Roberto ti vogliamo Presidente Permanente della Comunità Europea! Van Rompuy a casa!

 
01/03/2010 - Dopo l'efficenza, l'efficacia /seconda parte (Daniele Scrignaro)

Secondo. Alla moglie di un disabile con tetraparesi avanzata viene fornito un sollevapersone per i trasferimenti tra letto e carrozzina, modello unificato con quello ospedaliero, selezionato e procurato centralmente dall'ASL: efficiente. Però quel sollevatore, in ospedale, è utilizzato da due operatori che (con quattro mani) possono manovrare e guidare il paziente così non sbatte le ginocchia sul motorino, può essere centrato nel letto, eccetera, eccetera: non efficace in abitazione. (Il disabile non cede, ci sono tre uscite di fisioterapisti, viene riconosciuta l'inadeguatezza, provati altri tre modelli, alla fine - segnalato dall'utente - ne viene consegnato uno adeguato. A tre anni dal fatto, pare che venga fornito ancora il primo modello.) E' la differenza tra la grande muraglia (cinese) e la cattedrale: grande opera di difesa di un impero, la prima, a costo di lavoro forzato garantito dall'esercito; l'altra, grande opera di testimonianza di fede, per un benessere oltre al pezzo di pane.

 
01/03/2010 - Dopo l'efficenza, l'efficacia (Daniele Scrignaro)

Molto è stato fatto. Onore ai meriti, la capacità e voglia di fare è dimostrata: i conti sono migliorati, i servizi più efficienti. Ma l'uomo non vive bene solo con l'efficienza. Ora c'è "la" sfida per eccellenza che attende, quella che misura davvero quanto l'economia ("il governo - buono - delle risorse scarse") sia prettamente contabilità, che è già un successo, oppure sia sostanziale promozione per l'uomo. Ora si punti all'efficacia. Due esempi semplici nel campo della tanta sventolata sanità (che, pur essendo un'eccellenza, non è detto che sia - senza pretendere soddisfacente - adeguata). Primo caso. A una signora vengono proposti, da una struttura pubblica (mica uno di quegli "esamifici" convenzionati) un certo numero di accertamenti che, risparmiando giorni di ricovero, vengono "somministrati" tramite appuntamenti ambulatoriali: efficiente. La signora ha ottantasei anni, deve essere accompagnata, spesso ha dovuto utilizzare il taxi, eccetera, eccetera: non efficace.

 
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