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ELEZIONI/ 2. Zanon: ecco perché non c’è rimedio al pasticcio del Pdl a Roma

 La mancata ammissione della lista Pdl alla provincia di Roma per le elezioni regionali può influire su un testa a testa decisivo, quello tra Emma Bonino e Renata Polverini. NICOLO' ZANON affronta la questione per ilsussidiario.net

POLVERINIr375.jpg (Foto)

La mancata ammissione della lista Pdl alla provincia di Roma per le elezioni regionali di fine marzo agita ancor di più la campagna elettorale. A un mese dal voto, infatti, il Popolo della Libertà, primo partito nazionale, è fuori dalla competizione nella Capitale e in tutta la provincia per una grave disattenzione di alcuni funzionari di partito. Un colpo di scena che può influire su uno dei testa a testa decisivi, quello tra Emma Bonino e Renata Polverini. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha puntato il dito contro le “forzature comportamentali” e i “rigorismi burocratici” che hanno portato a questa situazione paradossale, rivolgendo un appello al Capo dello Stato «affinché venga garantito il diritto dei cittadini del Lazio a esprimersi democraticamente». Dal centrosinistra nessuna mano tesa, ma la richiesta della stessa Bonino, di attenersi al rispetto delle regole, senza alcuna eccezione. Nicolò Zanon, professore di diritto costituzionale, affronta i termini del problema per ilsussidiario.net.


Il Pdl può nutrire ancora qualche speranza di vedere riammessa la propria lista? Quali strumenti ha a disposizione a questo punto?


Occorre fare una premessa. La ricostruzione di cui dispongo presenta un aspetto decisivo: la mancanza del verbale di consegna. Sembra infatti che il rappresentante del Pdl fosse nell’ufficio circoscrizionale in tempo utile, accortosi della mancanza del contrassegno avrebbe lasciato a un giovane assistente il materiale. Tornato fuori tempo massimo il funzionario non è stato fatto rientrare, il suo assistente però non ha consegnato i documenti, ancorché incompleti, come avrebbe dovuto fare. Non c’è, perciò, un verbale di consegna, come dicevamo all’inizio. Se avesse depositato comunque la documentazione, anche se mancante di contrassegno, si sarebbe trattato probabilmente di un vizio formale, sanabile con una presentazione successiva. In questo caso la vicenda è molto più complicata e probabilmente senza rimedio.


La mancanza del verbale di consegna rischia quindi di rendere vani i successivi ricorsi? È come se il Pdl non si fosse mai presentato all’ufficio competente?


Esatto. Ora il Pdl può fare un ricorso all’ufficio elettorale regionale sperando di dimostrare le proprie ragioni attraverso dei testimoni. Non è detto che in quella sede verranno ammesse prove testimoniali atte a dichiarare che la documentazione era arrivata nei termini temporali assegnati, anche se poi, a causa di circostanze decisamente “fantozziane”, non è stato depositato nulla. Per questo parlavo di complicazioni gravi. Non mi sembra che ci siano, effettivamente, molte possibilità che la lista torni in gioco. Nel caso di un parere negativo dell’ufficio della corte d’appello, comunque, non resta che rivolgersi al Tar. Un tribunale amministrativo generalmente però giudica le carte, i documenti, e in questo caso non ci sono.

 

Un vizio di forma può prevalere sul diritto democratico dei cittadini della Provincia di Roma alla piena libertà di voto?


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COMMENTI
02/03/2010 - Pennati: "far andare le mani"????? (massari annalisa)

Mi meraviglio di due cose: la prima che "Sussidiario.net" ospiti l'intervento di chi usa espressioni del tipo in oggetto; la seconda, egregio Pennati, che le si usino. Termini squadristi, mi suonano. Forse non conosco l'espressione nel suo contesto, ma così, a orecchio (e ho l'orecchio "assoluto"),"far andare le mani" mi sembra inequivocabile. Nell'intervento successivo rivolto ai precedenti commenti, ci accusa di simpatie e nostalgie totalitarie: boh?!? Preferisco, è vero, far parlare la bocca e le carte piuttosto che le mani, accidenti se lo preferisco!!! Nelle democrazie è questo che si preferisce. Non ci godo per niente ad avere un governo la cui maggioranza non è in grado di dimostrare abbastanza rispetto, per i suoi elettori e per la democrazia in genere, da rispettare termini di legge. Me ne dispiaccio fortemente, perchè sono, nel mio piccolissimo, una donna di legge e sono convinta che LA FORMA E' SOSTANZA. Si legga qualche buon libro di dottrina costituzionale, le farà bene. Cordiali saluti

 
01/03/2010 - Manganello (Alberto Pennati)

Non riesco a capire la posizione di chi si compiace di quanto accaduto. Indipendentemente dalle responsabilità, credo che "godere" di quanto successo possa far pensare a simpatie per i regimi totalitari, che non avevano per così dire "piacere" che alle elezioni partecipassero coloro che non la pensavano come loro. Fosse successo ad un altro partito, che so all'idv, non è che le stesse persone avrebbero dato la colpa al solito Berlusconi e quindi si sarebbe dovuto rimuovere l'ostacolo? E se venisse accertato un comportamento diciamo "sleale" di qualche esponente dello stesso partito del candidato presidente della sinistra a Roma?

 
01/03/2010 - mancato rispetto per gli elettori del PDL (massari annalisa)

Concordo assolutamente con Franco Labella. Mi permetto di aggiungere che il pieno diritto democratico dei cittadini di Roma a esprimere il loro voto nell'ambito di un ampio raggio di opzioni politiche non può prescindere dal rispetto che i partiti politici hanno nei confronti degli elettori. Rispetto che chi si comporta "fantozzianamente" sicuro di averla vinta sempre e comunque non dimostra nei confronti di nessuno. Se avessero studiato Diritto a scuola avrebbero saputo che la scadenza dei termini inderogabili comporta decadenza dal diritto. Allora anch'io voglio essere ammessa a un concorso presentando domanda quando diamine mi "comoda", anche a termini scaduti! (i pericolosi precedenti di cui parla l'autorevole intervistato). Ben gli sta.

 
01/03/2010 - Meglio andare a pescare (Antonio Ferri)

Grottesco, surreale, assurdo, ecc. ecc... quale aggettivo usare? Dico solo che se questi sono i nostri amministratori, il 28 pv meglio andare a pescare.

 
01/03/2010 - Italia culla del diritto (Alberto Pennati)

Uno dei mali della nostra nazione è aver troppi magistrati e troppi avvocati. Meno retorica (ed azzeccagarbugli) farebbe solo bene, anche perchè alla fine chi ne soffre davvero è la giustizia e le persone che ingiustamente non ne hanno avuta (troppi i professionisti della "lingua", che in genere non sono in grado di "far andare le mani").

 
01/03/2010 - Ben vi sta pasticcioni e nemici del Diritto (Franco Labella)

Questa è la maggioranza che ha deciso di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane col riordino gelminiano. Adesso a Roma scivola sulla buccia di banana di regole non rispettate. Ed il segnale dell'incultura giuridica, ben evidenziata dal prof. Zanon, è il rincorrere un improbabile e improprio intervento del Capo dello Stato. Ma studiate il Diritto piuttosto e fatelo studiare ai giovani delle scuole superiori. L'Italia: l'unico paese europeo che ha eliminato lo studio del Diritto dalle scuole superiori italiane. Veramente un bel compleanno per il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia. Franco Labella

 
01/03/2010 - Fare Politica (Vulzio Abramo Prati)

La cosa drammatica in un episodio come questo, stando alle ricostruzioni della stampa, è quella di una mancanza di "professionalità politica" nella gestione di un evento importante come la presentazione della lista. La cosa però non stupisce perchè in un mondo come l'attuale in cui conta l'immagine gli aspetti "burocratici" sono considerati vili, così come viene vista vile l'azione sul territorio che tanti militanti svolgono dopo il lavoro togliendo spazio alla famiglia giorno per giorno. E' chiaro che conta di più un passaggio televisivo, anche da letterina! Nella vituperata Prima Repubblica vi era una selezione politica dal territorio sull'azione svolta e certi fatti non avrebbero mai potuto accadere! Oggi l'essere giovani, di bell'aspetto e brillanti conta molto di più di una esperienza concreta, immagino le "giovani belle e laureate" mandate a Strasburgo tra i "volponi politici" stranieri che strapperanno maggiori finanziamenti per l'Italia di quanto avrebbe fatto gente con maggiore esperienza! Quando sento una probabile candidata alle Regionali senza esperienza che dice "mettetemi alla prova e vedremo" mi deprimo! Le direi guardi che che quello non è uno stage di 3 mesi non pagato che laureati anche più brillani di Lei sostengono sperando in una assunzione, ma un incarico pluriennale ben retribuito che richiede, per essere svolto bene, di quella esperienza politico-amministrativa che non credo abbia finora maturato. Sembra strano ma in politica serve professionalità.