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Lavoro

IL CASO/ Il governo regala 6 mesi di cassa integrazione all'opposizione

La proposta di prolungare di 26 settimane la cassa integrazione ordinaria ha aperto una polemica tra il ministro Sacconi e la commissione Lavoro della Camera. Spiega tutto GIULIANO CAZZOLA

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La proposta di prolungare di 26 settimane la cassa integrazione ordinaria ha finito per aprire una polemica abbastanza esplicita tra il Governo, nella persona del ministro Maurizio Sacconi, e la maggioranza della Commissione Lavoro della Camera. Si tratta dunque di una storia che merita di essere raccontata da parte del sottoscritto che - suo malgrado - è stato uno dei protagonisti.

Cominciamo dall’inizio. L’opposizione chiede di avvalersi del regolamento per calendarizzare per l’Aula, prima delle elezioni, un blocco (sei) di progetti di legge che prefiguravano una riforma degli ammortizzatori sociali. Chi scrive è nominato relatore in sede referente in Commissione Lavoro. Fin dalle prime battute emergono subito degli ambiti di possibile convergenza.

I deputati del Pd si rendono conto che la loro posizione è insostenibile. Il progetto di riforma è tanto ampio e oneroso da non avere alcuna possibilità di successo. Tuttavia, sono combattuti tra la tentazione di promuovere una mossa solo propagandistica e la ricerca di qualche soluzione de minimis.

La maggioranza dal canto suo vuole evitare di portare in Aula il pacchetto sia pure con un parere negativo prima delle elezioni, e, nello stesso tempo, dispone di limitatissimi margini d’iniziativa. Su proposta del Pd vengono individuate alcune priorità: 1) trovare un modo di corrispondere le competenze arretrate ad aziende che non riscuotono da mesi lo stipendio (il caso Eutelia); 2) migliorare i trattamenti dei co.co.co; 3) raddoppiare la durata della cig ordinaria.

Il sottoscritto, in funzione di relatore, si mette al lavoro e riesce a trovare delle soluzioni condivise per i primi due punti. Alla fine, quando ormai le circostanze lasciano intendere che è praticamente impossibile andare in Assemblea prima delle elezioni regionali, il relatore decide di proporre un intervento anche sulla cig ordinaria, accogliendo per metà (altre 26 settimane in più) la richiesta dell’opposizione.

La maggioranza è convinta, infatti, che la Commissione bilancio chiederà chiarimenti determinando così il rinvio a dopo le elezioni del problema. Nello stesso tempo, però, la maggioranza realizza un obiettivo non da poco: i sei bellicosi progetti dell’opposizione vengono distillati in soli 5 articoli messi a punto dal relatore, per di più votati all’unanimità in Commissione Lavoro. Il testo, poi, viene inviato alle altre Commissioni per il parere di competenza.

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COMMENTI
11/03/2010 - Mentre il medico studia l'ammalato muore (Franco Labella)

Vorrei far osservare a Cazzola che stiamo parlando di CIG, di una misura cioè che serve ad "ammortizzare" gli effetti negativi della crisi. E Cazzola invece di rallegrarsi per la celerità della decisione si mette a discettare sulla "etichetta" istituzionale. Non gli viene il dubbio che in questioni come queste il decisionismo tanto amato da questa maggioranza può essere utile a prescindere da chi o da cosa l'abbia provocato? O trattandosi di una iniziativa dell'opposizione, la cosa è deprecabile? Ma il bene comune non dovrebbe interessare tutti? Ed invece di perder tempo con provvedimenti ad personam , non sarebbe più utile dedicare sforzi ed energia a provvedimenti a valenza generale? Mentre il medico studia e si calendarizzano gli impegni e le procedure, la gente ha difficoltà reali. Ma, forse, Cazzola non l'ha realizzato... Franco Labella