Sondaggi elettorali
giovedì 11 marzo 2010
A meno di venti giorni dal voto per le elezioni regionali, nelle quali verranno eletti 13 nuovi presidenti, la campagna elettorale si sposta nelle piazze. Sabato 13 sarà il giorno del Pd, di Antonio Di Pietro e del popolo viola che protesteranno a Roma contro il governo e il decreto interpretativo che avrebbe dovuto aggiustare il cosiddetto “caos liste”. Il sabato successivo toccherà a Silvio Berlusconi che ha annunciato una maxi-manifestazione del Pdl con tutti i candidati presidenti. Dopo un lungo periodo di silenzio, infatti, il premier ieri è tornato all’attacco con un dettagliato dossier sullo scottante caso delle liste Pdl di Roma e provincia. L’obiettivo è quello di recuperare i voti persi in questi ultimi mesi di scandali giudiziari e di polemiche elettorali. «Non sarà tanto il “caos liste” a spostare voti tra gli schieramenti - dice il Presidente dell’IPSOS Nando Pagnoncelli a IlSussidiario.net -. In questo momento c’è un preoccupante scollamento tra l’agenda mediatica e le priorità degli italiani, che rimangono la crisi e l’occupazione. La gente non si sente al centro dell’attenzione e questo potrebbe favorire l’astensione». Siamo negli ultimi giorni disponibili per parlare di sondaggi elettorali. In quali regioni abbiamo delle indicazioni chiare sul risultato finale? In Lombardia la vittoria di Roberto Formigoni (Pdl) è scontata. Sarà interessante in questa regione osservare l’andamento della Lega Nord e valutare il suo avvicinamento al Popolo della Libertà. Sul piano nazionale, infatti, la Lega è in crescita e si posiziona attorno all’11,1%. Bisognerà vedere però dove raccoglierà più voti. In Veneto, ad esempio, il sorpasso sul Pdl sembra sicuro. Quali sono i dati più interessanti riguardanti la regione Veneto? In Veneto il candidato leghista Luca Zaia è dato vincente, con un risultato vicino al 61%. In questa regione la Lega Nord risulta addirittura al 32%, mentre il Pdl è al 24,3%. Un dato interessante da confrontare con le europee: il Popolo della Libertà perde infatti 5 punti, la Lega Nord ne guadagna 3 e mezzo. Sempre rimanendo sul fenomeno Lega: in Piemonte è data al 18,5%. Se si concretizzasse davvero anche in questa regione otterrebbe un ottimo risultato. Alle elezioni europee, infatti, aveva raggiunto il 15,7%, alle Politiche l’8,7%. A proposito di Piemonte: chi è favorito tra Roberto Cota (Lega Nord) e Mercedes Bresso (Pd)? In Piemonte domina una grande incertezza che statisticamente si traduce in una differenza molto limitata per quanto riguarda i voti ai candidati, nei quali la Bresso è in vantaggio dello 0,9%. Parallelamente sul voto di lista è in vantaggio il centrodestra, sempre dello 0,9%. Difficile prevedere se prevarrà il voto di lista o quello a favore del candidato. Passando alla Liguria e alle regioni dell’Italia centrale?
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