BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

ELEZIONI/ 2. E intanto Berlusconi s’inventa un predellino bis per battere Bersani e dimenticare Fini

fini_bersani1R375.jpg(Foto)

Il Cavaliere per raccogliere consenso non ha bisogno di mettere insieme, e non ha mai avuto bisogno di farlo, una coalizione simile a quella fallimentare di Romano Prodi. Non ha mai dovuto fare un’accozzaglia facendo i calcoli su quanti voti avrebbero portato i verdi, i comunisti italiani, i rifondaroli, i cattolici, i non cattolici, eccetera. Ha sempre contato, al contrario, sulla sua personale leadership capace di indicare un programma condiviso dalla maggioranza dell’elettorato. Questo lo si vide bene anche nelle elezioni del 2006 dove, nonostante una tardiva discesa in campo, sua personale, riuscì a risalire la china fino a perdere per pochissimi voti. Vinse Prodi ma l’accozzaglia che lo fece vincere lo fece anche morire.

Da tempo si nota l’insoddisfazione del Cavaliere per come stanno andando le cose. Evidentemente sente che si sta creando una divaricazione tra la coalizione di centrodestra e il popolo e sa anche che questa divaricazione non la può colmare che lui. Per questo l’ipotesi di una discesa in campo ulteriore è un’ipotesi fondata. Perfino l’ipotesi che il Cavaliere abbia in mente un qualcosa, magari anche un soggetto politico nuovo, che scompigli le carte e le rimescoli può non essere qualcosa di irrealistico.

D’altra parte cosa dovrebbe fare? Rinunciare alla mole di consenso che ha? Affidarsi ad un delfino che per ora non emerge dalle acque? Fidarsi del cofondatore del Pdl? Svendere tutto il suo patrimonio alla Lega?

Tutte queste sono ipotesi che non stanno né in cielo, né in terra. Abbiamo come l’impressione di una specie di strada obbligata. Naturalmente qui entra in gioco la creatività di Berlusconi, la sua capacità di sentire dove va il popolo e la sua conseguente capacità di inventare qualcosa che al popolo vada bene. Staremo a vedere. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/03/2010 - E' proprio qui il problema... (simone borri)

Scrive il giornalista: "qui entra in gioco la creatività di Berlusconi, la sua capacità di sentire dove va il popolo e la sua conseguente capacità di inventare qualcosa che al popolo vada bene". Già, seguire gli umori della folla: è quello che fanno Berlusconi e la Lega. Per questo raccolgono tanti consensi. Ma la politica dovrebbe essere qualcosa di più responsabile, dovrebbe avere idee chiare sul "bene" comune, anche a costo di andare contro il "pensiero" comune... altrimenti perché non eliminare governo e parlamento e assumere decisioni per mezzo di sondaggi?

 
15/03/2010 - Stavolta manca qualcosa... Sic! (sandra fei)

E' bello sognare come fa Del Debbio! Bello davvero. Purtroppo però mi sa che qualcosa manca all'appello per rendere forte e chiara qualsiasi azione "creativa" di Berlusconi in questo momento. E quel che manca è una traccia, una storia che dimostri il fare: non c'è! Questa è la grande delusione. D'altronde la stessa sinsitra se ne accorge. Non sarebbe andata così contro Berlusconi, facendosi promotrice di una "magistrocrazia" allarmante. Le cose improtanti da fare Berlusconi non le ha fatte. Non ha neppure ossato presentarle. Questo è il suo vero dramma. E il nostro, di noi cittadini. E ci sentiamo traditi e abbandonati. Non si recupera un elettorato che aveva dato fiducia viva con qualche coccola. Ci vogliono i fatti! E quelli non ci sono. Come si andrà a votare? La parte di elettori forti e decisi voterà ciò che può pur di non darla vinta comunque alla sinistra. La parte più debole rimarrà a casa a crogiolarsi nella depressione di una fiducia tradita e calpestata... Perché quando si è depressi, nulla sembra più valere la pena.Berlusconi però non è l'unico colpevole. Fini e il questurino hanno grosse responsabilità in questa situazione molto grave e pericolosa per la nostra povera Italia. Vale comunque la pena, vista la situazione, di dare un'ultima chance a Berlusconi. L'ultima però, e che si dia poi una mossa! Il consenso non lo deve cercare negli eletti, ma nel popolo e il popolo vuole vedere i fatti. Silvio: non farci più sognare. Fai!