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Politica

ELEZIONI/ 2. E intanto Berlusconi s’inventa un predellino bis per battere Bersani e dimenticare Fini

È indetta per sabato prossimo la manifestazione del Pdl voluta da Berlusconi per protestare contro il tentato “scippo” delle liste. Il premier, dice PAOLO DEL DEBBIO, ha in mente qualcosa di nuovo

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Berlusconi torna in piazza. Cosa ci dobbiamo attendere? Un «predellino due»? Chi non ricorda il predellino uno, quando il Cavaliere, in una situazione di stasi, sentì il bisogno di tornare in piazza, chiamare a raccolta il popolo e lanciare ciò che sarebbe diventato, di lì a poco realtà, il Pdl, il Popolo delle libertà? Non a caso volle chiamarlo così: se potessimo esprimerci in termini economici certamente il core business della politica di Berlusconi in questi sedici anni è sempre stato il popolo ed il suo rapporto personale con esso.

Questo è stato indicato da tutti, anche da coloro che rosicano, come la grande forza politica di Berlusconi stesso, la sua forza popolare. Ha sempre creduto che prima del cosiddetto ancoraggio territoriale (quello che vorrebbe un partito tradizionale radicato nel territorio con un’articolazione di sedi, contro sedi, circoli e contro circoli) ci volesse quello che lui stesso ha chiamato ancoraggio nelle menti e nei cuori dei cittadini. Ci vide giusto a fine ’93 e la storia gli dette ragione il 27 marzo del 1994, quando il suo neonato partito si impose come primo partito italiano. C’è chi ha criticato molto questa scelta, anche all’interno del centrodestra. C’è poco partito, hanno detto da più parti. Berlusconi ha il consenso ma non ha il partito. Berlusconi raccoglie i voti ma non li trasforma nella capacità di governare. Sarebbe lunga la discussione su queste critiche. Il fatto rimane che il consenso raccolto attraverso la leadership del Cavaliere non ha eguali né a destra né, tantomeno, a sinistra.

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COMMENTI
16/03/2010 - E' proprio qui il problema... (simone borri)

Scrive il giornalista: "qui entra in gioco la creatività di Berlusconi, la sua capacità di sentire dove va il popolo e la sua conseguente capacità di inventare qualcosa che al popolo vada bene". Già, seguire gli umori della folla: è quello che fanno Berlusconi e la Lega. Per questo raccolgono tanti consensi. Ma la politica dovrebbe essere qualcosa di più responsabile, dovrebbe avere idee chiare sul "bene" comune, anche a costo di andare contro il "pensiero" comune... altrimenti perché non eliminare governo e parlamento e assumere decisioni per mezzo di sondaggi?

 
15/03/2010 - Stavolta manca qualcosa... Sic! (sandra fei)

E' bello sognare come fa Del Debbio! Bello davvero. Purtroppo però mi sa che qualcosa manca all'appello per rendere forte e chiara qualsiasi azione "creativa" di Berlusconi in questo momento. E quel che manca è una traccia, una storia che dimostri il fare: non c'è! Questa è la grande delusione. D'altronde la stessa sinsitra se ne accorge. Non sarebbe andata così contro Berlusconi, facendosi promotrice di una "magistrocrazia" allarmante. Le cose improtanti da fare Berlusconi non le ha fatte. Non ha neppure ossato presentarle. Questo è il suo vero dramma. E il nostro, di noi cittadini. E ci sentiamo traditi e abbandonati. Non si recupera un elettorato che aveva dato fiducia viva con qualche coccola. Ci vogliono i fatti! E quelli non ci sono. Come si andrà a votare? La parte di elettori forti e decisi voterà ciò che può pur di non darla vinta comunque alla sinistra. La parte più debole rimarrà a casa a crogiolarsi nella depressione di una fiducia tradita e calpestata... Perché quando si è depressi, nulla sembra più valere la pena.Berlusconi però non è l'unico colpevole. Fini e il questurino hanno grosse responsabilità in questa situazione molto grave e pericolosa per la nostra povera Italia. Vale comunque la pena, vista la situazione, di dare un'ultima chance a Berlusconi. L'ultima però, e che si dia poi una mossa! Il consenso non lo deve cercare negli eletti, ma nel popolo e il popolo vuole vedere i fatti. Silvio: non farci più sognare. Fai!