Politica
venerdì 19 marzo 2010
A poco meno di dieci giorni dal voto e alla vigilia della manifestazione del centrodestra tengono banco le intercettazioni provenienti da Trani e gli ultimi strascichi del "caos liste". Se nel Lazio la lista del Pdl è rimasta fuori dai giochi, ieri è stata invece riammessa Rete Liberal di Vittorio Sgarbi, che però ha chiesto il rinvio del voto. Nella regione in cui si affrontano Renata Polverini e Emma Bonino si attendono perciò con ansia gli sviluppi della vicenda. Il ministro Roberto Calderoli, che oggi presenta a Roma i risultati del decreto che elimina centinaia di migliaia di leggi inutili, analizza l'imprevedibile quadro politico con IlSussidiario.net. Col senno di poi, il governo riproporrebbe oggi il decreto interpretativo messo in campo per uscire dal “caos liste”? Come molti hanno sottolineato, i listini Polverini e Formigoni si sono salvati da soli, mentre la lista Pdl è rimasta comunque fuori da Roma e provincia... Il decreto era obbligatorio nella situazione in cui ci trovavamo. Probabilmente doveva essere diverso l’atteggiamento, non tanto del governo quanto del Pdl, nel cercare di trovare una soluzione con l’opposizione per risolvere il problema. Il Pd non avrebbe potuto sottrarsi: è un’ingiustizia evidente che il partito di maggioranza relativa non sia sulla scheda elettorale. Intende dire che la Lega avrebbe gestito diversamente la vicenda? No, dico solo che forse sarebbero serviti più dialogo e meno tribunali. In passato ho potuto constatare l’efficacia della collaborazione con l’opposizione quando si sono aperti dei canali di dialogo veri. Questa volta non è successo, ma non voglio mettermi a dire di chi sia la colpa. Al di là delle responsabilità, sta di fatto che non si era ancora chiuso il "caos liste" che ci siamo ritrovati a discutere di una nuova inchiesta, questa volta della procura di Trani, a carico del premier Berlusconi e del direttore del Tg1 Minzolini. Lei cosa ne pensa? Non voglio fare commenti dal punto di vista giudiziario, dal punto di vista politico è però evidente che qualcuno continua a portare avanti la strategia del “vincere facile” cercando l’eliminazione dell’avversario. Il risultato però è soltanto uno: in questa campagna elettorale non si è mai discusso di politica. Se avessimo potuto parlare, ad esempio, di bilanci regionali o di sanità ci sarebbe stato da divertirsi. Nelle 11 regioni su 13 in cui comanda il centrosinistra basta dare un occhio ai conti per trovare disastri. L’inchiesta di Trani ripropone però lo spinoso tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione…
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mi sembra che Calderoli sia uno dei pochi politici che hanno idee chiare e tenacia nel proporle,con calma e senno, senza bisogno di alzare la voce,di sceneggiate e di esagerazioni polemiche. Auguri
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