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ELEZIONI/ 1. Formigoni: firme valide, ci vogliono male. Mirabelli: democrazia a rischio

Pubblicazione:martedì 2 marzo 2010

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Dopo la mancata presentazione delle liste del Pdl per la provincia di Roma, è il caso di Formigoni a mettere di nuovo in subbuglio tutto il centrodestra. La Corte d’Appello di Milano ha ritenuto fondate le «doglianze» espresse nel ricorso dei Radicali contro la lista di Formigoni: 514 firme su 3935 sarebbero «non conformi» e quindi metterebbero fuori gioco la lista del candidato presidente e le liste collegate. Il motivo? La «mancanza di timbri sui moduli», la mancanza della data e del luogo dell’autenticazione. La replica: «Ribadisco - ha affermato Formigoni - che non ci sono problemi perché tutte le liste che abbiamo presentato sono valide».

Non solo. Oggi alle 14 scade il termine per il ricorso, ma Formigoni conta su un esito certo. E lo ha detto anche ieri sera, parlando al Palalido di Milano: «negli ultimi anni - ha detto Formigoni - ci sono state tante sentenze che hanno modificato la prima legge (sulle elezioni). Ma le sentenze del Consiglio di Stato valgono più di una legge. E le nostre firme sono state raccolte secondo le modalità previste da queste sentenze. A sostegno della regolarità di ciò che abbiamo fatto - ha continuato il presidente - porteremo una serie di sentenze del Tar. Per cui non ho dubbi sul fatto che le firme saranno convalidate. E noi correremo per queste elezioni. Alla faccia di chi ci vuole male».

Quest’ultima «guerra delle firme», di cui il precedente di Roma dell’altro ieri sembrava solo un episodio isolato, è una cosa molto seria e non va presa sottogamba. A dirlo è l’ex presidente della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli.

 

«La reattività dei Radicali - afferma Mirabelli - è probabilmente determinata dalla mancata ammissione della lista Bonino-Pannella (non è stata ammessa alle prossime elezioni regionali della Lombardia dalla Corte d’appello di Milano, ndr), che sono andati a spulciare la correttezza della raccolta di firme altrui per rilevare eventuali irregolarità. Ma questa è una considerazione probabilistica che non ci interessa».

 

Qual è invece il punto, professore?

 

La presentazione delle liste richiede una serie di adempimenti che vanno effettuati correttamente. Se i partiti conoscono questi adempimenti - e li conoscono - mi domando perché non li osservino alla lettera, mettendosi al riparo da eventuali ricorsi. Sembra invece dominare il pressapochismo. Perfino la raccolta delle firme e la corretta presentazione delle liste richiede una professionalità, che in qualche modo sembra mancare.

 

«Abbiamo già verificato - ha detto l’europarlamentare Mario Mauro - che più sentenze del Consiglio di Stato rendono irrilevanti e non più necessarie alcune specifiche che invece la Corte d’appello di Milano ha ritenuto indispensabili».

 

 

Clicca >> qui sotto per continuare a leggere l’intervista a Cesare Mirabelli


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COMMENTI
02/03/2010 - Prof. Mirabelli:"democrazia impoverita" (massari annalisa)

"Democrazia impoverita", queste le parole del prof. Mirabelli, non "rischio democrazia" nel nostro Paese a causa di una serie di "disguidi" procedurali. In Italia la democrazia è certamente a rischio, soprattutto per l'aberrazione giuridico-politica del conflitto di interessi e ciò che ne consegue per esempio in termini di informazione. Il senso dell'attentissimo intervento del Prof. Mirabelli è tutt'altro che quello proclamato nel titolo: le regole ci sono, sono adeguate alla circostanza, sono poste nell'interesse pubblico in quanto consentono l'effettuazione di adempimenti necessari alla effettuazione del vero esercizio democratico,cioè le elezioni. Ergo, vanno rispettate. Una leggina che le modificasse ora, quella si, farebbe correre rischi alla democrazia.Sarebbe l'ennesima legge posta alla tutela di interessi particolari, non sufficientemente considerati da formazioni politiche che operano superficialmente, a quanto pare. Ma questo è bene che il popolo sovrano non lo sappia, cosicchè si tolgono gli strumenti di conoscenza delle regole del diritto positivo, ivi compresa la sua profonda e bellissima dinamica col diritto naturale, cui il Prof. Mirabelli accenna. Si elimina quindi lo studio di materie giuridiche dalle scuole, e per non correre il rischio che i futuri geometri sappiano cos'è un appalto, si tolgono tutte le ore di Diritto dall'ultimo triennio di quell'indirizzo di studi. Questa invece è democrazia?

 
02/03/2010 - dura lex sed lex (Pasquale Incoronato)

Se Formigoni ritiene di non dover rispettare i regolamenti, come spiegare ai semplici cittadini che le trasgressioni si pagano? Aboliamo le multe solo perché è sempre possibile trovare una giustificazione ai nostri comportamenti? Le parole di Formigoni sono, dette per di più da un amministratore della cosa pubblica, inaccettabili.

 
02/03/2010 - Democrazia o monocrazia? (Francesco Giuseppe Pianori)

E' arcinoto che nelle cosiddette democrazie socialiste non aveva senso la partecipazione di più soggetti politici, perché il popolo era già ben più che rappresentato dal Partito Unico. Capisco bene la preoccupazione di alcuni Magistrati a non permettere che i corrotti e i corruttori, identificati in una sola parte politica - davvero strana questa miopia!- distruggano la democrazia italiana. Per questo basta che alle Elezioni si presentino solo i "puri", meglio se di una sola lista garantita e controllata. I Magistrati, come custodi della Legalità, non possono permettere che il popolo sia ulteriormente ingannato da liste non conformi al Piano di Salute Pubblica, da loro stessi pensato per il bene del popolo e della democrazia. Il piccolo Honduras ha dato una lezione di democrazia a tutto il mondo, Stati Uniti d'America compresi: quando un potere che dovrebbe difendere la Costituzione approfitta delle sue prerogative per distruggere la stessa, merita sic et simpliciter l'intervento di chi deve tutelare la stessa. In Honduras furono Micheletti e l'Esercito; in Italia? Ma sappiamo bene che il Presidente della Repubblica in Italia può intervenire solo per impedire una legge volta a salvare la vita di una disabile, lasciata morire di fame e di sete. Il resto è questione di Magistratura. E se la Magistratura, come in Honduras il Presidente della Repubblica, non fosse più rispettosa della Costituzione? Il Venezuela insegna: a forza di legalità, un golpista ha conquistato il potere!

 
02/03/2010 - Ribadisco: prima regola, rispettare le regole (Franco Labella)

Il commento dl signor Formica mi convince ancor di piu'. Aver cancellato lo studio del Diritto nelle scuole produrrà come risultato il proliferare di posizioni come quella di Formica che è convinto che le regole debbano piegarsi alla ragion di Stato. Valesse il suo ragionamento dovremmo far rigiocare interi campionati riammettendo le squadre che non hanno presentato in tempo le fideiussioni. Detto così, forse, il signor Formica si renderà conto della assoluta insostenibilità delle sue posizioni. E speriamo non sia un docente di Diritto... Franco Labella

 
02/03/2010 - rispettare la legge, ma per il bene comune (nicola formica)

il rispetto delle regole ingiuste - che sembra ammettere il commento che precede - non è sintomo di civiltà giuridica. Le norme si interpretano perchè è necessaria la ricerca del bene comune, il cui contenuto più profondo non è, questo sì, relativo. La "civiltà giuridica" del sig. Labella cancellebbe non solo la democrazia, ma anche il frutto del lavoro di chi, come i Giudici, ha il compito di utilizzare lo strumento della legge, consapevole che tal strumento non è il bene assoluto. E' vero, inoltre, che le elezioni si vincono con i voti del popolo: questa è la democrazia, cioè un altro strumento che deve servire le persone. Piuttosto che esercitarsi nello sport nazionale di moda, del quale siamo francamente stufi, bisognerebbe preoccuparsi di educarci tutti alla responsabilità necessaria per rendere migliore la Res publica. N. Formica

 
02/03/2010 - Rispettare solo le regole ritenute ragionevoli? (Franco Labella)

Dall'intervista a Mirabelli estrapolo questa frase:"Se le regole sono ragionevoli, vanno rispettate." Mi rifiuto di credere che Mirabelli sia un seguace del relativismo giuridico. Mi rifiuto di credere, perciò, che abbia dichiarato quello che viene riportato. Le regole, giuste o ingiuste che siano ritenute, fino a quando non vengono abrogate, si rispettano e basta. Questa è l'essenza della civiltà giuridica. E' sempre più difficile ragionare di regole in un Paese, l'Italia, che è l'unico Paese europeo ad aver eliminato lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori per effetto del riordino gelminiano. E riesce difficile, perciò, far comprendere al cittadino medio che se opera la prescrizione in un processo penale, questo non equivale all'assoluzione dell'imputato. Corso di recupero anche per i giornalisti del TG1, perciò, quelli che hanno dato la notizia di un avvocato Mills assolto. No, è non punibile per intervenuta prescrizione. Adesso forse è chiaro perchè gli studenti italiani non devono studiare più il Diritto alle scuole superiori come avveniva da vent'anni e passa. Del resto chi ha affermato che "No, non sono fondamentali il Diritto e l'Economia per l'Educazione alla legalità e alla cittadinanza"? Max Bruschi, consigliere politico del Ministro Gelmini e Presidente della Cabina di Regia dei Licei. Dove? Intervento n.207 Forum del Liceo Classico www.Indire.it Fino a quando non li rioscurano gli interventi sono lì, leggibili. Franco Labella