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ELEZIONI REGIONALI 2010/ FareFuturo di Gianfranco Fini: "Il Pdl non si appiattisca sui valori della Cei"

Pubblicazione:martedì 23 marzo 2010

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ELEZIONI REGIONALI 2010 - LE REAZIONI DELLA POLITICA ALLE DICHIARAZIONI DEL CARD. BAGNASCO: Primo firmatario Angelo Bagnasco, il documento redatto dagli otto vescovi della Liguria e diffuso dalla Conferenza episcopale italiana precisa la posizione della Chiesa in vista delle elezioni regionali. Il punto centrale è la netta presa di posizione contro l’aborto, mentre i valori della bioetica non sono ritenuti più importanti di quelli sociali. Lunedì scorso Bagnasco aveva detto di considerare la difesa della vita dal “delitto incommensurabile” dell'aborto, come un valore “non negoziabile” su cui basare le proprie scelte elettorali. Quanto redatto dai presuli liguri parla di una riconciliazione degli animi in vista dell’appuntamento elettorale.

Si sostiene che il rispetto della vita umana e del matrimonio tra uomo e donna, ma anche il diritto al lavoro e alla casa, l'integrazione degli immigrati sono tutti “valori che non possono essere selezionati secondo la sensibilità personale, ma vanno assunti nella loro integralità”. Deve essere l’impegno programmatico, sostengono i vescovi, chiaramente assunto, il criterio guida “di assicurare il pieno rispetto di quei valori che esprimono le esigenze fondamentali della persona umana e della sua dignità, valori che sono la condizione e il fondamento di una società veramente solidale”.

Per la candidata del centro sinistra a Governatore della regione Lazio Emma Bonino, “i cattolici non sono un pacco voti che si spostano a pacchi e a tonnellate”. Rispondendo alla domanda “perché un cattolico di centro sinistra debba fidarsi di lei”, la Bonino ha detto che un cattolico “come tutti gli altri, ha molto a cuore la libertà di scelta. Il libero arbitrio è l'essenza di ogni religione: credo che nessun cattolico voglia imporre ad altri quelle che sono le sue scelte. Il ruolo delle istituzioni deve essere quello di stabilire delle norme in cui possano convivere credenti, non credenti e diversamente credenti, perché le scelte individuali attengono alle persone e non alle istituzioni, che non debbono dare dei valori”. 

 

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