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SPRECHI/ I Radicali mettono in rete "singolari" rimborsi alla Camera dei Deputati

Alcune incongruenze e presunte irregolarità nell’amministrazione delle spese della Camera dei Deputati hanno fato drizzare le antenne ai Radicali italiani. 

cameradeputatiR375_15set.08.jpg (Foto)

Alcune incongruenze e presunte irregolarità nell’amministrazione delle spese della Camera dei Deputati hanno fato drizzare le antenne ai Radicali italiani. Salgono, infatti, a dismisura e senza freno alcune spese di Montecitorio. A denunciarlo è Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che a «questa impennata dei costi» pretende «risposte precise da parte della Camera». Il radicale si riferisce, in particolare, ad alcune spese, come gli affitti pagati dalla Camera dei Deputati, saliti da 30 milioni del 2007 ai 46,5 milioni nel 2010.
 

Pare che ci siano altre cose poco chiare nella gestione di Montecitorio. Come il fatto che il 45 per cento dei costi della Camera sia affidato alla società Milano 90 del costruttore romano Scarpellini. E’ stata la deputata radicale Rita Bernardini a scoprirlo. Rita Bernardini, per farsi consegnare dal presidente Gianfranco Fini l’elenco dei fornitori ha deciso di ricorrere allo sciopero della fame. «Mi giunge notizia che l'amministrazione della Camera nei giorni scorsi fosse molto preoccupata della nostra "operazione trasparenza"» ha dichiarato la radicale Bernardini, sostenendo che qualcuno «addirittura avesse pensato di far annullare - cosa mai avvenuta prima - la nostra conferenza stampa». Tutti i numeri relativi a Montecitorio sono visibili sul sito dei Radicali. Numeri riguardanti le consulenze, le forniture e i contratti. E in tutto ciò sarebbero presenti tanti e tali anomalie da rendere «impossibile che dallo studio di questa storia non venga fuori roba da codice penale. Lo dico come previsione» ha commentato il leader dei radicali Marco Pannella.

I radicali hanno sollevato un’altra questione, relativa all’amministrazione poco trasparente di Montecitorio. Le Camera avrebbe, infatti, avrebbe stipulato una convenzione con lo studio diagnostico Pantheon srl per alcune prestazioni sanitarie. La radicale Bernardini ha chiesto a tal proposito, in una lettera indirizzata al segretario generale e ai questori, spiegazioni in merito alla vicenda, dal momento che lo studio non sarebbe incluso nell'elenco dei fornitori della Camera a bilancio per il 2010. Secondo il segretario generale non ci sarebbe alcunché di torbido nella convenzione, dal momento che sarebbe stata stipulata per conto del Fondo di solidarietà fra i deputati. Si tratterebbe, quindi, di una convenzione coperta dalla cassa per la quale i parlamentari versano 800 euro al mese. Il che non comporterebbe oneri aggiuntivi.

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