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APPELLO/ Treu (Pd): caro Sacconi, così possiamo combattere insieme la disoccupazione

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È urgente che il Ministro del lavoro dia assicurazioni precise su questo punto; non limitarsi a dire che esistono le Casse in deroga. Il sostegno è urgente soprattutto per le piccole e piccolissime imprese. Molte di queste non riescono di fatto a utilizzare le Casse in deroga per tutelare i propri dipendenti. Eppure sono queste imprese che hanno creato più occupazione. Occorrono strumenti più semplici e accessibili per aiutarle. Per questo è necessario porre mano alla riforma degli ammortizzatori sociali, garantendo che essi siano effettivamente disponibili a tutti: sia la cassa integrazione per le crisi temporanee, sia assegni di disoccupazione accompagnati da formazione e politiche attive per reinpiegare al più presto possibile chi perde il lavoro.

 

Il Governo ha promesso di occuparsi della riforma dopo le elezioni. Non solo i sindacati ma anche l’opposizione sono pronti a discutere senza pregiudizi. Per sostenere l’occupazione occorrono però altri interventi urgenti. La prima urgenza è di rimettere in moto la macchina economica, necessaria per “produrre lavoro”. Dato che le risorse sono poche, bisogna concentrarle sui settori chiave della nostra economia dove l’italia ha ancora buone possibilità.

 

Questa era l’idea alla base del progetto Industria 2015 varato nel 2008 da Bersani seguendo le indicazioni delle categorie economiche. Il governo farebbe bene a riprendere questo progetto invece di disperdersi in mille rivoli e in troppi annunci. La scelta dei settori da rilanciare è decisiva anche per sostenere l’occupazione, per evitare che la ripresa sia senza lavoro “jobless”.

 

Settori tradizionali come l’edilizia sono ad alta intensità di lavoro: la manutenzione e la riqualificazione degli edifici anche a fini ecologici sono bacini di grande potenzialità occupazionale. Per questo va allentato il patto di stabilità per i comuni virtuosi. Le risorse disponibili in questa direzione possono tradursi in centinaia di migliaia di posti di lavoro di qualità. Lo stesso vale per la green economy vera frontiera nel nostro futuro: basti vedere i risultati di crescita e di occupazione oggi ottenuti da paesi diversi come Germania, Danimarca e Corea del Sud.

 

I servizi alle persone sono un altro settore ricco di potenzialità di buona occupazione, che si possono attivare in modo diffuso sui territori e che sono particolarmente richiesti per fronteggiare sempre più situazioni di disagio sociale. Alcune regioni e autonomie locali stanno già attivandosi ma in ordine sparso.

 

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COMMENTI
25/03/2010 - Azioni da intraprendere (PAOLA CORRADI)

Purtroppo sono anch'io dipendente di un'azienda in crisi e devo ahime'constatare una difficoltà anche nella gestione degli stati di crisi della politica. Prima cosa da fare a mio parere è quella di incontrare le parti, magari separatamente, ora invece vengono convocate su tavoli congiunti dove tipicamente ognuno sta sulle sue. Secondo: verificare se ci sono sprechi e incentivare i punti di forza. Terzo: chiamare le banche, se l'azienda è in crisi ora, la banca sarà in crisi domani. Quarto: facilitare i rapporti sussidiari tra l'impresa e il tessuto connettivo, impresa-università, impresa-pubblica amministrazione locale etc. Infine non darei sussidi finchè l'impresa non dimostri di avere verificato tutti questi punti un po come si fa con la persona. L'ultima cosa è l'aspetto economico, prima si deve ricostruire l'io.