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APPELLO/ Treu (Pd): caro Sacconi, così possiamo combattere insieme la disoccupazione

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Gli stimoli alla ripresa economica vanno accompagnati con politiche attive del lavoro. È grave che oggi siano dimenticate. Non si tratta di riprendere la strada degli incentivi a pioggia ma di fare interventi specifici tagliati sui bisogni dei gruppi e sui singoli. Ai giovani vanno garantiti livelli di istruzione di base e professionale più elevati e meglio raccordati con le esigenze dell’economia moderna. E le famiglie vanno aiutate a farli studiare bene e renderli autonomi.

 

L’occupazione femminile può essere sostenuta con politiche in conciliazione e condivisione e con sostegni al lavoro di cura ora a carico delle famiglie. Su questi settori ci sono diverse proposte di legge, alcune del Partito Democratico, alcune anche bipartisan, che giacciono in parlamento sommerse da altre priorità (!). Che cosa si aspetta per discuterle seriamente?

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COMMENTI
25/03/2010 - Azioni da intraprendere (PAOLA CORRADI)

Purtroppo sono anch'io dipendente di un'azienda in crisi e devo ahime'constatare una difficoltà anche nella gestione degli stati di crisi della politica. Prima cosa da fare a mio parere è quella di incontrare le parti, magari separatamente, ora invece vengono convocate su tavoli congiunti dove tipicamente ognuno sta sulle sue. Secondo: verificare se ci sono sprechi e incentivare i punti di forza. Terzo: chiamare le banche, se l'azienda è in crisi ora, la banca sarà in crisi domani. Quarto: facilitare i rapporti sussidiari tra l'impresa e il tessuto connettivo, impresa-università, impresa-pubblica amministrazione locale etc. Infine non darei sussidi finchè l'impresa non dimostri di avere verificato tutti questi punti un po come si fa con la persona. L'ultima cosa è l'aspetto economico, prima si deve ricostruire l'io.