BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

APPELLO/ Treu (Pd): caro Sacconi, così possiamo combattere insieme la disoccupazione

I dati forniti ieri dall’Istat sull’occupazione confermano purtroppo la gravità della crisi. TIZIANO TREU, Senatore del Pd, lancia un appello alla maggioranza per una riforma degli ammortizzatori sociali

operai_fincantieriR375.jpg(Foto)

I dati forniti dall’Istat sull’occupazione confermano purtroppo la gravità della crisi. Come sempre nei cicli economici negativi, gli effetti sull’occupazione seguono con qualche ritardo ma pesantemente la caduta della produzione. I dati dell’Istat vanno letti insieme e mostrano una situazione fra le peggiori d’Europa. Non è vero come sostiene il governo, che stiamo meglio.

 

La disoccupazione ufficiale è cresciuta all’8.1% (4° trimestre del 2009); meno che in altri paesi perché è stata fermata dall’uso della Cassa integrazione. Ma non è così per gli altri indicatori. Per valutare l’effettivo peso della crisi occupazionale occorre aggiungere alla disoccupazione ufficiale almeno altri due dati: i lavoratori in cassa integrazione da lungo tempo, di fatto disoccupati e col rischio di non tornare più al lavoro (sono oltre 500.00), i lavoratori inattivi, che si sono così scoraggiati da non presentarsi neppure più al lavoro.

Questi stanno aumentando in modo preoccupante. Il tasso di inattività è cresciuto al 37.9%; siamo al 25° posto in Europa dove il tasso è al 28.7%. A partire dal 1995 fino a ieri la nostra occupazione è lentamente aumentata; ora stiamo tornando indietro. Anche qui siamo gli ultimi in Europa (al 25° posto). Vuol dire che il nostro Paese utilizza solo poco più di metà del suo capitale umano (il 57.5%). Se si continua così non ci può essere ripresa.

La disoccupazione colpisce anzitutto i giovani: è a livello triplo che fra gli adulti, al 23.5% (siamo al 18° posto in Europa). Anche gli adulti anziani hanno poche opportunità di lavorare nonostante siano in buona salute e con esperienze utili al Paese: sono occupati solo il 24.8%degli uomini e il 17% delle donne (siamo al 26° posto in Europa).

Il lavoro delle donne era molto cresciuto negli anni passati. Ora è fermo al 46.1% (siamo al 26° posto in Europa). Per non parlare del Sud dove tutti gli indicatori preoccupano. Sono da sempre negativi; e ora stanno perdendo terreno anche rispetto alle medie italiane mentre al Nord si è perso l’1.3% di occupazione, al Sud la perdita è tripla (in un anno).

Non basta consolarsi perchè la Cassa integrazione può ridurre i danni; occorre reagire, se non vogliamo che il 2010 (e il 2011) sia terribile per chi lavora e vuole lavorare. Anzitutto bisogna evitare altre perdite. Le Casse in deroga previste per le crisi hanno un termine di un anno e stanno per scadere, perché la congiuntura negativa dura più del previsto. Parlo di aziende sane nelle aree forti del Paese. Queste vanno sostenute subito se non vogliamo trovarci davanti a un deserto industriale.

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
25/03/2010 - Azioni da intraprendere (PAOLA CORRADI)

Purtroppo sono anch'io dipendente di un'azienda in crisi e devo ahime'constatare una difficoltà anche nella gestione degli stati di crisi della politica. Prima cosa da fare a mio parere è quella di incontrare le parti, magari separatamente, ora invece vengono convocate su tavoli congiunti dove tipicamente ognuno sta sulle sue. Secondo: verificare se ci sono sprechi e incentivare i punti di forza. Terzo: chiamare le banche, se l'azienda è in crisi ora, la banca sarà in crisi domani. Quarto: facilitare i rapporti sussidiari tra l'impresa e il tessuto connettivo, impresa-università, impresa-pubblica amministrazione locale etc. Infine non darei sussidi finchè l'impresa non dimostri di avere verificato tutti questi punti un po come si fa con la persona. L'ultima cosa è l'aspetto economico, prima si deve ricostruire l'io.