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ELEZIONI REGIONALI/ Così Bossi si prepara a far le scarpe a Berlusconi

Il dibattito - mancato - tra i poli in queste elezioni regionali, tra le mille polemiche copre le dinamiche interne agli schieramenti. PAOLO PILLITTERI parla del rapporto Lega-Pdl alla vigilia delle elezioni regionali

BerlusconiBossi_R375.jpg (Foto)

Nel botta e risposta di questa vigilia elettorale, non spiccano le (quasi) ovvie risse fra i due (due?) poli, ma le tensioni e i battibecchi interni all'alleanza che governa il Paese. E la Lombardia, la sua capitale. È qui a Milano che i contraccolpi della temuta crescita leghista accendono, si fa per dire, il dibattito fra Pdl e Lega. Rendendo nervosi gli attori, soprattutto quelli nel mirino dei desiderata "verdi".

Il primo target del Senatur, soprattutto per bocca dell'onnipresente e onnidichiarante Salvini, è stato Formigoni. Ma, si sa, il Celeste sa come tenere a bada le "voglie" della Lega la quale, peraltro, è consapevole che, fin che c'è Roberto "uno di noi", il Pirellone resta un pio desiderio per Bossi & Co.

Ed ecco l'altro bersaglio grosso nel mirino, sul quale Matteo Salvini ha non poco infierito in questi mesi - stiamo parlando di Letizia Moratti - portando a casa, per la Lega, alcuni risultati sul piano della comunicazione e della presenza, in modo particolare sugli issue tradizionali: immigrati, sicurezza, traffico, ecc. En passant, alle critiche leghiste si sono aggiunti i rilievi e le punzecchiature di Gabriele Albertini, sintomo ulteriore di un certo scollamento, se non  di un vero e proprio indebolimento morattiano.

 

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