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ELEZIONI REGIONALI 2010/ I leader al voto. Berlusconi: non molliamo, Bersani: avremmo preferito il confronto

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BERLUSCONI ESORTA A NON MOLLARE - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non si è fatto sfuggire l'occasione per un breve comizio stamattina, quando è andato a votare, alle 11.45, al seggio elettorale numero 502 della scuola media Dante Alighieri in via Scrosatti, a Milano: «Se molliamo ci troviamo Di Pietro. Non bisogna mollare», ha detto Berlusconi, di fronte a un nutrito gruppo di cameraman e fotografi.
«Il clima è preoccupante ed è quello che è stato creato da una campagna elettorale che tutti sanno come si è sviluppata e quali argomenti siano stati messi in campo», ha concluso il premier, riferendosi in particolare, al pacco bomba destinato alla Lega Nord. 

 

BERSANI VA A VOTARE RILASSATO - «Ho dormito benissimo e ne avevo proprio bisogno, ho la coscienza a posto, abbiamo fatto tutto quello che potevamo» ha risposto, invece, il leader del Pd Pierluigi Bersani ai giornalisti che gli chiedevano come cosa provasse nella sua prima esperienza «in panchina» come «allenatore del Pd». Bersani ha votato alla 11 a Piacenza, nella Scuola primaria Pezzani, raggiungendo il seggio - distante poche centinaia di metri da casa sua- a piedi. Assieme a lui, la moglie Daniela e al figlia più grande Elisa, di 25 anni. L'altra figlia, Margherita, ha ancora solo 17 anni. «Poteva essere migliore se, come in tutti i Paesi del mondo, ci fosse stata la possibilità di un confronto diretto tra i contendenti» ha aggiunto Bersani. 

 

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