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ELEZIONI REGIONALI 2010/ Affluenza sotto del 10%, l'astensionismo preoccupa i partiti

ELEZIONI REGIONALI 2010: Il dato evidente dopo il primo giorno di votazioni per le elezioni regionali, provinciali e comunali è il calo vistoso dell'affluenza. Oltre 9 punti rispetto alle precedenti consultazioni. Il caso più evidente è il Lazio con un divario addirittura di 12 punti

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Il dato evidente dopo il primo giorno di votazioni per le elezioni regionali, provinciali e comunali è il calo vistoso dell'affluenza. Ben 9 punti rispetto alle precedenti consultazioni. Il caso più evidente è il Lazio con un divario addirittura di 12 punti.

Difficile trovare una spiegazione a questo fenomeno temuto alla vigilia, qualcuno prova a dare la colpa alla giornata di sole di ieri, qualcuno all'ora legale, anche se non sembrano spiegazioni esaurienti. Lo spettro dell'astensionismo francese sembra difficile da scacciare, è molto difficile che nelle ultime ore disponibili al voto oggi (i seggi chiuderanno alle 15) si possa recuperare.

Se da un lato questo fenomeno ha colpito tutto il Paese, dall'altro è interessante notare le maggiori differenze: nel Comune di Roma l'affluenza alle 22 di ieri è stata del 41,30% contro il 54,42% del 2005 (oltre 13 punti sotto).
La regione più virtuosa è stata l'Emilia Romagna (con il 51,5%), seguita da Lombardia (49,3%), Veneto (49,2%) e Piemonte (47,6%).

La rilevazione delle 19 aveva già fatto registrare questo vistoso calo. Gli italiani che non si fossero ancora recati alle urne hanno ancoraquattro ore circa a loro disposizione.
In gioco ben 13 regioni, ma non solo, si vota anche per province e comuni.
Il centrodestra parte da una situazione di svantaggio, nell'ultima tornata regionale riuscì a ottenere soltanto il Veneto e la Lombardia, mentre il centrosinistra si aggiudicò le restanti regioni.