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ELEZIONI/ 2. La tirata d'orecchi di Napolitano a Bersani fa male a Di Pietro

Pubblicazione:mercoledì 3 marzo 2010

BersaniDiPietro_R375.jpg (Foto)

Con la sentenza Mills si va verso una distensione oppure un inasprimento dei rapporti tra maggioranza e opposizione e all’interno dello stesso centro-destra? Il fatto che il Capo dello Stato sia sceso in campo per raccomandare senso di misura e di responsabilità (guardando criticamente non solo a Berlusconi, ma anche allo stesso Csm che Napolitano ha esortato a non smentire i segnali di dialogo registrati in Parlamento) significa che l’ottimismo non è scontato.


Tra poche settimane si vota per le Regionali e quindi, doppiato il 29 marzo, Berlusconi e la sua maggioranza hanno di fronte il triennio conclusivo della legislatura senza altri test elettorali nazionali. E’ ragionevole pensare che si possa finalmente dar vita ad un “tavolo istituzionale” intervenendo - come ha sollecitato Giorgio Napolitano - sul terreno delle riforme e dei rapporti tra politica e magistratura. Il test elettorale di fine mese influirà quindi sulla definizione dei rapporti di forza su cui dovrà basarsi questo “tavolo istituzionale”.


Per Berlusconi si tratta di registrare una conferma di consenso maggioritario e poter vantare un’avanzata nel consolidamento territoriale del Pdl conquistando il Lazio e la Campania. Per il Pd si tratta invece di poter ottenere, oltre a un recupero di voti, un indebolimento di Berlusconi anche in vista della trattativa. Ma soprattutto è da verificare il margine di manovra che il Pd potrà avere e cioè se sarà in grado di muoversi indipendentemente da Di Pietro.


In questo senso rischia di essere determinante il peso che il giustizialismo avrà nelle urne. Schematicamente il Pd oggi deve scegliere tra Di Pietro e Napolitano. Non a caso da mesi Di Pietro si scaglia contro il Quirinale. Da tempo il Capo dello Stato svolge infatti un ruolo di moderazione per ragioni istituzionali ed anche politiche. In primo luogo è preoccupato della tenuta del Paese in campo internazionale dati gli impegni sottoscritti anche in missioni militari e per il superamento della crisi finanziaria contenendo al massimo i costi sociali. A tal fine cerca di assicurare rapporti di governo e di controllo evitando un clima incendiario che li renda difficili e poco trasparenti.

 

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