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TV/ Paragone (Rai): perché la par condicio ci vuole tutti come Santoro?

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Quello tra Vespa e Santoro è uno scontro tra grandi boxeur. In questo momento però ci ritroviamo tutti sulla stessa barca. Siamo operatori dell’informazione fermi sulla riga di partenza, anche se rimangono le profonde differenze di vedute tra di noi.

Lo stesso non sembra però valere per il direttore del Tg1, Augusto Minzolini…

Il processo a Minzolini sinceramente non lo condivido, anche se è, purtroppo, tipicamente italiano. Minzolini sta facendo un telegiornale gradito dalla maggioranza degli italiani, premiato dagli ascolti, che premiano la sua grande professionalità. Mi auguro che nel momento in cui conduttori con culture politiche differenti si trovano sulla stessa riga di partenza di cui parlavamo prima, non si approfitti dell’occasione per dividerci in giornalisti buoni e giornalisti cattivi. Se è così, scendo subito dalla barca.

Se avesse potuto trattare il caso delle liste che rischiano l’esclusione dalle regionali, come lo avrebbe trattato?

Il caso del Lazio mi sembra tecnicamente molto differente da quello lombardo. A Roma per vari motivi la lista non è stata presentata, mentre a Milano si tratta di un vizio di forma. Il rischio grave però è quello di falsare una competizione elettorale come quella delle Regionali. Da chi vigila sulle liste mi sarei aspettato più rigore: da un lato viene bloccato il listino della Polverini, dall’altro si permette a una finta lista Cota-Pdl (Nadia Cota e il Patto dei Liberali) di presentarsi e incidere sul risultato del Piemonte.



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